Attivare subito il meccanismo che «privatizza» le valli da pesca, introdotto con un allegato all'ultimo Milleproroghe, anticipando così anche l'attuazione del federalismo demaniale. La questione degli storici casoni di caccia e pesca della laguna ritorna nei tribunali: la società «Valle Zappa sas» ha depositato ieri attraverso il proprio legale Ivone Cacciavillani un ricorso al Tar, affinché lo Stato avvii al più presto la «confinazione delle valli arginate» prevista dalla nuova norma. Ovvero, secondo il testo del decreto legge fortemente voluto da Giancarlo Galan, allora in qualità di ministro delle Politiche agricole, «la ricognizione, limitatamente ai terreni agricoli e alle valli da pesca della laguna di Venezia, dei compendi già di proprietà privata in quanto costituiti da valli arginate alla data di entrata in vigore dell'articolo 28 del codice della Navigazione». L'articolo è stato fortemente contestato. Ma se il Tar non solleverà obiezioni, la norma potrebbe chiudere una contesa giuridica che dura da decenni. La proprietà delle valli da pesca verrebbe definitivametne assegnata alle grandi famiglie che le hanno avute finora in concessione da parte del demanio pubblico: come Riello, Marzotto, Stefanel e Zacchello.