La fiammata dello scontro tra Giancarlo Galan e Vittorio Sgarbi a Venezia rappresenta, con le elezioni amministrative di Trieste, il secondo concreto rischio di implosione del Pdl nordestino. Le cronache inseguono la sequenza degli eventi. Il ministro dei beni culturali "licenzia" con un burocratico «non possumus» Sgarbi dall'incarico di soprintendente del polo museale veneziano. Secondo i bene informati questo potrebbe preludere a una riapertura di spazio a una vaticinata candidatura galaniana a sindaco in Laguna (ma nel 2015). L'irruente critico d'arte se ne va rilanciando la carta delle doppie dimissioni, abbandonando, a poco più di un mese dall'inaugurazione, la responsabilità di curatore del Padiglione italiano alla Biennale d' arte. Si tratta di un raddoppio che sa di ricatto. Franco Miracco, il consigliere ombra di Galan, rovescia su Sgarbi accuse di diserzione e confusione mentre il critico ferrarese viene difeso da Oliviero Toscani, per poi correggersi, ritirando ancora una volta le dimissioni. Non senza aver mostrato una prova di forza sul premier e con la copertura politica sempre più dichiarata e diretta della Lega; e così via continuando... Il finale, a sorpresa, domani, il 5 maggio, data della conferenza stampa di presentazione dell'evento artistico dell'anno che aprirà le porte tra un mese, il 7 giugno. C'è chi ritiene che le dimissioni di Sgarbi fossero più collegate ai ritardi, alle difficoltà burocratiche e finanziarie e alle peripezie organizzative della mostra d'arte che a questioni di gelosie di ruolo con Galan. Ma tutto ormai complotta per trasfigurare i fatti di cronaca in tasselli di trame complicate che si giocano tra Arcore e via Bellerio. Più che a Milano, la benzina è gettata a più non posso dalla Lega, che si è ormai pesantemente incuneata nelle falangi berlusconiane. I rapporti di forza si sono sbilanciati enormemente con l'elezione di Zaia, e l'inesorabile spostamento sotto la regia padana di molti punti di forza dell'ex governatore azzurro: si sussurra che anche fidatissimi sodali come il potente assessore alle infrastrutture Renato Chisso e il massimo dirigente della sanità, Domenico Mantoan, siano "iscritti" al partito del neo-governatore. Ha colpito la facilità con cui Sgarbi, per un lungo periodo in stretto connubio con Renato Brunetta, si è accasato sull'asse che da Tremonti arriva ai leghisti veneti, e influenza il premier carezzando l'istituzione di un Alto commissariato per la cultura. L'andamento furoreggiante nelle mosse di Galan, secondo molti anche tra gli amici che conserva nell'esercito azzurro, sembra da ascrivere a una difficoltà nel riproporre lo stesso peso politico che gli assicurava la carica di governatore nella nuova posizione di ministro. L'attacco rivolto a Tremonti dalle pagine del Giornale aveva fatto intravvedere una sua forza specifica nel rappresentare i voleri più autentici del lider maximo, contro il binomio TremontiBossi e con l'alleanza di molti ministri, uomini di dura organizzazione come Scajola e relative correnti e comprimari. In realtà con il passare dei giorni, Berlusconi sembra aver indirettamente sconfessato gli attacchi al superministro dell'economia, cercando di riallinearsi con Bossi anche sulle ben più spinose questioni di politica estera in Libia. L'approssimarsi delle elezioni amministrative per la Provincia di Treviso non permettono neppure all'altro uomo forte del Pdl veneto, il ministro Sacconi, di sorridere. Le concorrenzialità tra i due si erano improvvisamente acuite con il rifiuto dell' ex governatore di concedere al ministro trevigiano l'uso del simbolo "Forza Veneto". Ma le difficoltà di Galan, o quelle del Pd (che in un anno ha perso ben tre consiglieri regionali) non si spiegano solo con la ruvida ed efficace strategia leghista di occupazione del potere. Si scorge una convergenza, infatti, tra i nuovi assetti del potere economico in cui l'asse veneto ha appoggiato Della Valle nell'estromissione di Geronzi da Generali, il dinamismo comunicativo di Rcs, quella specie di esercizio virtuale di movimento bipartisan che è "Verso Nord" di Massimo Cacciari e la presenza più intensa, in molti eventi veneti, dei thinking people di Montezemolo.
VENEZIA - Il derby della Biennale. Domani l'attesa conferenza stampa sul Padiglione Italia: chi lo curerà? E', soprattutto, sarà pronto per giugno?
Il ministro dei beni culturali Vittorio Sgarbi è stato licenziato dall'incarico di soprintendente del polo museale veneziano. La decisione è stata vista come un rischio di implosione del Pdl nordestino, in particolare per le elezioni amministrative di Trieste. Sgarbi era stato criticato da Giancarlo Galan, il ministro della salute, e aveva risposto con accuse di diserzione e confusione. La Lega ha sostenuto Galan e ha cercato di influenzare il premier, Silvio Berlusconi, per ottenere un ruolo più importante per il ministro. Le elezioni amministrative per la Provincia di Treviso si avvicinano e la concorrenzialità tra Galan e il ministro Sacconi si è acuita.
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