Vittorio Sgarbi ha deciso di fare marcia indietro. Dopo l'annuncio, la settimana scorsa, delle sue dimissioni da curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, in seguito ai contrasti con il ministro della Cultura Giancarlo Galan, adesso ci ripensa. Vuole restare nel suo ruolo di curatore. Decisivo sarebbe stato l'intervento del premier Silvio Berlusconi. In una dichiarazione rilasciata alla stampa, Sgarbi ha spiegato che le sue perplessità sulla Biennale, «non sono state determinate da uno scontro con Galan, ma dal fatto che non so dove mettere gli artisti. Non sono una vittima». Sgarbi ha chiarito di avere incontrato «il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che mi ha invitato a ritirare le dimissioni». Il critico d'arte ha quindi spiegato che il premier «ha garantito il suo diretto impegno per il reperimento dei fondi e per consentire l'accoglienza a tutti gli artisti invitati e segnalati dai più importanti scrittori e uomini di cultura italiani e stranieri». «Il vero problema del Padiglione Italia della Biennale di Venezia è la mancanza degli spazi», ha commentato Sgarbi, «in cui mettere gli artisti e le mostre già programmate». «I fondi si possono trovare», ha concluso, «ma gli spazi, a un mese dall'inizio, sono una vera tragedia».