La Regione mette a disposizione fondi europei per la cartellonistica e la valorizzazione BARI Mettere assieme istituzioni diverse, per valorizzare e gestire beni culturali e ambientali. A questo mirano i cosiddetti «Sac», sistemi ambientali e culturali. Sono stati ideati dalla Regione nell'ambito della programmazione dei fondi europei (in particolare del Fesr, fondo regionale di sviluppo). Il funzionamento è semplice: si tratta di indurre alla collaborazione enti diversi (Comuni, Province, musei, teatri, articolazioni periferiche dello Stato, associazioni private) per la gestione e la valorizzazione di beni sia ambientali sia culturali, che ricadano in una determinata area sovracomunale. Insomma, si tratta di mettere assieme forze e competenze multiformi, a favore di beni culturali e ambientali che finora hanno goduto di attenzioni separate. «Invece - dice l'assessora al Territorio e ai Beni culturali Angela Barbanente - si possono e devono valorizzare in forma sistemica ed integrata. E mirare così ad una sana gestione». La quale spesso è carente, soprattutto dove i beni culturali e ambientali sono diffusi capillarmente sul territorio (come in Puglia) anziché essere concentrati un unico grande polo urbano (Roma, Firenze, Venezia). Barbanente ha presentato l'iniziativa con il direttore d'Area Francesco Palumbo e la dirigente Silvia Pellegrini. Nei mesi scorsi è stato emanato un avviso pubblico alla ricerca di candidature. È stato approntato un elenco di proposte ammissibili: cinque sono i Sac considerati «maturi» e di prima fascia (Comuni capofila Conversano, Ugento, Sannicola di Lecce, Lucera, Ostuni); tre sono «mediamente maturi» e di seconda fascia; altri 10 sono di terza fascia. Non è una graduatoria e neppure un giudizio di qualità: solo una valutazione sui vari aspetti proposti. Si comincerà a finanziarli tutti, a cominciare dalle proposte più mature all'interno di ogni Sac. Tutto è finalizzato alla migliore «gestione» dei beni individuati (le modalità saranno oggetto di una procedura negoziata tra la Regione e ogni singolo Sac). A disposizione ci sono 18 milioni da spendere tra il 2011 e il 2012: cartellonistica, programmi di fruizione, valorizzazione. I Sac non sono finalizzati direttamente al turismo («prima occorre consapevolezza dei valori sul territorio») ma possono diventarlo. Intanto, il monastero di Santa Scolastica e il vicino parco archeologico di San Pietro a Bari si preparano ad un intervento di restauro da 1,5 milioni. La gara, avviata dal ministero dei Beni culturali, è aperta.