Ieri apposte le tabelle esplicative a Colle Isarco, oggi a Burgusio La Russa dice no all'operazione, ma la Provincia va avanti: «Vale l'accordo con Bondi» Gli Schützen: misure blande Schützen e Südtiroler Freiheit intervengono sul tentativo del ministero della Difesa di stoppare le targhe esplicative agli ossari. Per il neo-comandante dei cappelli piumati «siamo di fronte ad uno Stato che non vuole rielaborare il proprio passato fascista». Elmar Thaler sottolinea che dopo l'accordo con Bondi «c'era la possibilità dl procedere in modo più radicale nei confronti dei monumenti d'epica fascista». Secondo il consigliere provinciale di Südtiroler Freiheit. Sven Knoll, «la questione dei relitti fascisti terminerà quando saranno tutti spariti alla vista della popolazione». Il ministro alla Difesa telefona al governatore che dice: il testo è quello approvato da tutte le autorità competenti BOLZANO. Tentativo in extremis da parte del ministro La Russa di bloccare le targhe esplicative negli ossari. Ma Durnwalder dice no appellandosi all'accordo sottoscritto da Bondi - e ieri a Colle Isarco sono state installate le prime tabelle. Oggi seguirà Burgusio. In entrambi i luoghi in memoria dei Caduti i terreni adiacenti, su cui sono state apposte le targhe, sono di proprietà della Provincia. Diverso il discorso per l'ossario di San Candido, dove si aspetta il via libera dal Demanio. E' lo stesso presidente della Provincia a spiegare i tentativi del ministero della Difesa fatti negli ultimi giorni per rinviare i lavori di installazione delle tabelle esplicative. «Sabato scorso ho ricevuto alcune telefonate da Roma - sottolinea Luis Dur-nwalder - e questa mattina (ieri, ndr) mi è stata inviata anche una lettera, in cui mi si chiede di rinviare l'intervento». Ma la giunta provinciale ha deciso di andare avanti secondo quanto previsto nell'accordo firmato dall'ex ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi. «Sinceramente non capisco dove stia il problema, visto che nell'accordo con Bondi il riferimento agli ossari è chiaro, tosi come è assodato che il testo da apporre è quello già elaborato nel marzo del 2009 dagli esperti dell'Archivio storico provinciale, inviato peraltro a tutte le autorità competenti e che negli ultimi mesi è diventato anche di dominio pubblico: si tratta di un testo oggettivo ed equilibrato, redatto da storici e non da politici e che non offende nessuno», ancora Durnwalder. Secondo il parlamentare del Pdl, Giorgio Holzmann «la contrarietà del ministro La Russa deriva, invece, proprio dal testo diventato una lettura politica di un luogo dedicato alla memoria». «Personalmente sono contrario a queste cose fatte in modo unilaterale», evidenzia l'onorevole pidiellino, conscio però che dopo il via libera dell'ex ministro Bondi gli spazi di legge per evitare le targhe sono praticamente nulli. Nella lettera inviata lo scorso 25 gennaio dall'ex ministro ai Beni culturali Sandro Bondi al presidente della Provincia sul depotenziamento dei monumenti d'epoca fascista si fa esplicito riferimento agli ossari Il ministro dà via libera «all'apposizione di insegne descrittive nell'ambito degli ossari di Burgusio, Colle Isarco e San Candido recanti il testo proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano con lettera del 18 marzo 2009». LA STORIA. Tra il 1937 ed il 1939 nei pressi del confine di Stato sono stati realizzati tre ossari con i resti di soldati appartenenti a diversi eserciti e a diverse nazioni: le tabelle esplicative spiegano come e perché, durante il fascismo, furono realizzate queste opere che ospitano salme di soldati italiani, ma anche austro-ungarici.