Le reazioni Soddisfazione dell' Svp. Südtiroler Freiheit: «Lo Stato ha reagito male» Il comandante degli Schützen: plaudo comunque il passo avanti BOLZANO «Soddisfazione» è stata espressa dalla direzione Svp per l'apposizione di alcune targhe esplicative accanto agli ossari militari di Burgusio e Colle Isarco. «Importante scrive la direzione del partito in una nota è anche la decisione della giunta provinciale di coprire con una vetrata opaca il rilievo con il Duce a cavallo che campeggia di fronte al palazzo di giustizia di Bolzano. E' un ulteriore passo importante per il depotenziamento dei relitti fascisti. Qualora gli uffici statali preposti dovessero creare ulteriori difficoltà, insisteremo nel far valere le nostre ragioni», ha affermato l'Obmann del partito Richard Theiner in una nota. Soddisfatti per l'installazione delle targhe esplicative anche gli Schiitzen. In una nota, il neo-comandante Elmar Thaler dice infatti di «salutare con favore l'iniziativa, anche se fosse solo provvisoria». Thaler aggiunge: «Lo scopo finale dev'essere quello di allontanare tutti i relitti fascisti dalla nostra terra. A nostro avviso, comunque, le targhe non spiegano in modo sufficientemente chiaro la bugia storica che questi ossari rappresentano. Inoltre oggi Durnwalder avrebbe l'occasione, forte della lettera di Bondi, di trovare finalmente una soluzione definitiva. Il tentativo in extremis di voler impedire l'installazione dei cartelli conclude il comandante degli Schützen, dimostra che cosa ci dobbiamo aspettare da questo Stato». Interviene sulla vicenda anche il consigliere provinciale di Südtiroler Freiheit Sven Knoll: «Le lettere giunte da Roma per chiedere di non installare le targhe dimostrano che lo Stato italiano non ha nessun interesse a rielaborare la storia». Secondo Futuro e Libertà dell'Alto Adige le targhe esplicative rappresentano una «mistificazione storica». Secondo Fli, «con questo ingiustificato atto, non solo non si attribuisce l'onore dovuto ai Caduti, svilendo la sacralità del luogo, ma si altera un dato storico, cioè la costruzione in Italia di sacrari militari ai confini o in luoghi identificativi della prima guerra mondiale, bollando i tre sacrari come "fascisti", unico caso in Italia». In Alto Adige si legge in una nota «si fa fatica a ricordare che qui, come nel resto d'Italia i monumenti commemorativi riguardanti la prima guerra mondiale, sono sorti sotto il fascismo, perché questo si è instaurato in Italia subito dopo la fine del primo conflitto mondiale». Secondo Fli, «solo qui si instaurano targhe per storicizzare i monumenti, mentre a nessuno verrebbe mai in mente di fare lo stesso a Re di Puglia, sacrario militare inaugurato nel 1938 in provincia di Gorizia, che la "retorica" fascista ha voluto come il più grande d'Italia e uno dei più grandi al mondo». Donato Seppi (Unitalia) ricorda come negli ossari «italiani e austriaci riposano in un luogo comune, in un eterno segno di amore e fratellanza e, soprattutto, di pari dignità e riconoscenza». Seppi aggiunge: «Il testo delle tabelle esplicative da apporre dinnanzi agli ossari militari, risultano politicamente strumentali perché dimostrano irriconoscenza nei confronti dei Caduti della Grande guerra e tendono, in modo palese, a offendere nuovamente l'Italia che, mai come in quella occasione, dimostrò un inequivocabile sentimento di paritetico amore verso tutti coloro che si immolarono per la loro patria».