Il presidente boccia il lavoro della commissione. Pd gelido sul convegno dedicato al terrorismo sudtirolese Vetrata in piazza Tribunale, targhe sui monumenti. Roma ignorata BOLZANO Una vetrata opaca coprirà il bassorilievo con il «Duce a cavallo» in piazza Tribunale. Il presidente Durnwalder annuncia la soluzione dopo aver spiegato che tra i cinque progetti scelti dalla commissione nel recente concorso di idee per depotenziare l'opera di Piffrader non se ne ritiene «adatto» nessuno. Novità anche sulle targhe storiche che la Provincia vuole porre dopo l'accordo con l'ex ministro Bondi all'entrata degli ossari: il ministero chiede lumi e i carabinieri arrivano sul posto. Intanto lo stesso Landeshauptmann lancia il convegno sulla notte terroristica dei «fuochi», visto che si avvicina il cinquantesimo anniversario di quella serie di attentati. I toni del presidente non piacciono al Pd: «Il terrorismo va condannato in ogni sua forma». BOLZANO L'aspetto tecnico, come sempre, è il meno problematico: e così, ai due operai della ditta incaricata dalla Provincia sono bastate poche ore, ieri, per installare le tabelle esplicative davanti all'ossario di Colle Isarco. Alla politica nazionale non erano invece stati sufficienti più di due anni per esprimere una decisione sul testo delle tabelle elaborato dall'Archivio provinciale. «Avevamo inviato il testo delle tabelle al commissariato del Governo e al ministero il 18 marzo 2009 ricorda Durnwalder e non abbiamo mai ottenuto alcuna risposta Abbiamo deciso di non attendere oltre». I lavori, previsti per ieri, si sono svolti regolarmente: alle 17 le tabelle davanti all'ossario di Colle Isarco facevano già bella mostra di sè. Si tratta della prima tappa concreta per il percorso di depotenziamento dei cosiddetti relitti di epoca fascista oggi si procederà con un'analoga operazione presso l'ossario di Burgusio (frazione di Malles). Eppure, nonostante per oltre due anni non fosse giunta alcuna risposta alla Provincia sul progetto delle targhe, alla vigilia dell'installazione sono arrivate a Durnwalder delle pressioni da parte del ministero della Difesa per cercare di far rinviare i lavori. «Sabato rivela infatti Durnwalder ho ricevuto alcune telefonate da parte di funzionari del ministero di La Russa, che mi chiedevano gentilmente se potevo prendere in considerazione l'ipotesi di rimandare l'installazione dei cartelli. Questa mattina mi è stata inviata anche una lettera, in cui mi si chiedeva di rinviare l'intervento». La missiva sarebbe stata spedita dalla presidenza del consiglio. Un tentativo in extremis di evitare l'installazione delle targhe, che però non ha ottenuto l'ok di Durnwalder: «A Roma hanno avuto due anni di tempo per pensarci, ma non hanno voluto nemmeno rispondere. E poi all'ultimo secondo ci chiedono di non collocare le targhe. Sinceramente, poi, non capisco quale sia il problema, visto che nell'accordo con l'ex Ministro ai beni culturali Sandro Bondi il riferimento agli ossari è chiaro. Così come è chiaro ha aggiunto Durnwalder che il testo da apporre è quello elaborato già nel marzo del 2009 dagli esperti dell'Archivio provinciale, inviato all'epoca a tutte le autorità competenti e che negli ultimi mesi è diventato anche di dominio pubblico, essendo stato pubblicato dai quotidiani locali. Si tratta di un testo assolutamente oggettivo ed equilibrato, redatto da storici e non da politici, un testo che non offende nessuno». Nel motivare la richiesta di rinviare l'installazione delle targhe, i funzionari del ministero hanno ipotizzato la presunta violazione di una norma che vieta l'alterazione del patrimonio storico della prima guerra mondiale. «Ma questi cartelli osserva Durnwalder non alterano proprio nulla». Da segnalare che ieri, durante l'installazione delle targhe, una pattuglia dei carabinieri si è fermata ad osservare i lavori, senza intervenire. L'episodio è stato riferito, senza alcun tono polemico, dallo stesso Durnwalder: «Sono passati i carabinieri e vedere cosa stava succedendo» ha riferito il Landeshauptmann, quasi divertito. La circostanza non va però messa in relazione alle richieste, giunte dal governo, di rinviare i lavori. Lo stesso comando provinciale dei carabinieri conferma: «Una pattuglia impegnata nel controllo del territorio, in un paese piccolo qual è Colle Isarco, non poteva non notare gli operai al lavoro presso l'ossario, che oltretutto è considerato un obiettivo sensibile. Di conseguenza i militari si sono fermati ad osservare ciò che stava accadendo, ma senza ovviamente intervenire in alcun modo. Nessun genere di informativa o segnalazione è stata fatta da parte dei carabinieri in pattuglia». Se ieri sono state collocate le targhe presso l'ossario di Colle Isarco, oggi sarà la volta di quello di Burgusio (in entrambi i casi i cartelli sono stati posizionati su un terreno di proprietà provinciale) mentre per l'ossario di San Candido bisognerà chiedere il permesso al Demanio, proprietario di quell'area. «Per i primi due ossari spiega infatti Durnwalder le tabelle sono state installate su terreni adiacenti di proprietà della Provincia e dunque abbiamo potuto procedere senza alcun tipo di via libera. Per quanto riguarda invece l'ossario di San Candido, non essendo di proprietà provinciale l'area su cui sono previste le targhe, bisognerà attendere l'autorizzazione delle sedi statali competenti, ovvero il ramo militare del Demanio. Voglio ricordare che avremmo anche potuto rimuovere gli ossari, ma non lo faremo per rispetto dei morti». Gli ossari erano stati realizzati tra il 1937 e il 1939, nei pressi del confine di Stato, con i resti di soldati appartenenti a diversi eserciti e a diverse nazioni, come spiegano del resto le targhe installate ieri.
Alto Adige. Duce e ossari, Durnwalder accelera
Il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Armin Durnwalder, ha annunciato la soluzione per depotenziare l'opera di Piffrader, un bassorilievo con il Duce a cavallo, in piazza Tribunale. La commissione aveva proposto cinque progetti, ma il presidente ha scelto di non utilizzare nessuno. Invece, le targhe storiche che la Provincia vuole porre all'entrata degli ossari saranno installate. Il ministero della Difesa ha cercato di far rinviare i lavori, ma Durnwalder ha rifiutato. I carabinieri si sono fermati ad osservare gli operai al lavoro presso l'ossario di Colle Isarco, ma non hanno interrotto i lavori.
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