Durnwalder minaccia di sradicare il bassorilievo e non considera le soluzioni della giuria Durnwalder: un vetro opaco. Terrorismo: riesplode la polemica BOLZANO. II Duce a cavallo verrà coperto da una lastra di vetro opaco. Bocciato il parere della commissione sul concorso di idee. La giunta provinciale ieri ha deciso da sola, con l'assenso del sindaco Spagnoli. In giunta, Tommasini parla di «buona mediazione» anche perchè Durnwalder si tiene ancora aperta la soluzione dello spostamento. Critici i Verdi. Intanto è polemica tra Pd e Durnwalder sul giudizio storico in merito ai bombaroli anni Sessanta. Per il secondo - ma anche per tutta la Svp - gli attentati servirono a catalizzare l'opinione pubblica sul caso altoatesino. Per il segretario del Pd, Antonio Frena, tutti gli atti terroristici sono da condannare. BOLZANO. Il Duce a cavallo verrà coperto da una lastra di vetro opaco. Bocciato il parere della commissione di esperti sul concorso di idee. Sul bassorilievo di Hans Piffrader la giunta provinciale ieri ha deciso da sola, con l'assenso del sindaco Spagnolli Inutile lo studio dei 486 progetti arrivati a Palazzo Widmann e la cinquina finale (4000 euro a testa) selezionata dagli esperti nominati da Provincia e Comune. Nessuna delle cinque proposte della giuria è piaciuta a Luis Durnwalder. Se n'è discusso ieri a Palazzo Widmann e la giunta all'unanimità (compresi Bizzo e Tommasini) ha deciso di risolvere la questione coprendo il bassorilievo di piazza Tribunale con un vetro opaco (formula proposta al concorso di idee da Ettore e Domenico Frangipane). Chi vorrà, potrà visitare l'opera accedendo alla balconata. «Sarà una soluzione provvisoria», anticipa Durnwalder. In giunta infatti ieri è tornata in auge la lettera dell'ex ministro Sandro Bondi, che autorizzerebbe anche la rimozione del bassorilievo. «Quell'ipotesi resta valida», conferma Luigi Spagnolli. Contattato per telefono, il sindaco ieri è arrivato a Palazzo Widmann e si è dichiarato d'accordo sulla maxi vetrata. «Ne parlerò però con la mia giunta», ha precisato Spagnolli. Per quel che varrà, visto che la decisione ormai è presa, l'assessore alla Cultura Patrizia Trincanato si dichiara contraria e delusa. «Abbiamo perso una occasione». Brigitte Foppa (capogruppo dei Verdi) le fa eco: «Pessima scelta». Amarezza anche tra alcuni dei componenti della commissione, formata da Wolfgang Piller, Letizia Ragaglia, Hans Karl Peterlini, Nadia Moroder e Giorgio Mezzalira. Ragaglia: «Mi preoccupa anche il futuro. Che valore avranno le scelte delle giurie artistiche?». Peterlini: «Il fascismo non si copre. Si spiega». Ma il neo comandante degli Schützen Elmar Thaler proprio sabato aveva attaccato Durnwalder. «In una lettera agli Schützen aveva affermato che il duce sarebbe stato rimosso. Quel monumento va spostato». E questa tesi, come detto, ieri è tornata sul tavolo a Palazzo Widmann. Così Durnwalder ha motivato la scelta di scartare la cinquina proposta dalla commissione: «Nessuna delle cinque opere rispetta alla lettera i parametri stabiliti dalla giunta». In particolare, tre dei progetti lasciavano scoperto il bassorilievo, intervenendo con scritte, colori o un maxi scalpello collocato in piazza. Un progetto prevedeva la copertura con alberi e un altro la posa di un sipario rosso. Ma anche queste due soluzioni sono state scartate. Nei giorni scorsi Spagnoli, Trincanato e l'assessore Christian Tommasini si erano dichiarati favorevoli al progetto di Arnold Holzknecht e Michele Bernardi, che prevedeva di appendere davanti al bassorilievo la citazione di Hannah Arendt «Nessuno ha il diritto di obbedire». L'idea piace ancora, ma sia Tommasini che Spagnolli ieri si sono schierati con l'ipotesi della vetrata. Tommasini: «Si doveva trovare una mediazione. Meglio la copertura, che lo spostamento. cui sono contrario perché enfatizzerebbe ancora di più il Mussolini». Ancora Durnwalder: «Nonostante il via libera ottenuto dal governo. non vogliamo spostare o distruggere l'opera di Piffrader, ma non vogliamo neppure non fare nulla per depotenziare una fonte di costante provocazione e tensione. Chi passerà dalla piazza non sarà più costretto a vedere il duce a cavallo».