Mi occupo del porto dal 1951 e ritengo di essere un esperto dei problemi del Porto Franco. Sono stato io ad inviare a «Il Piccolo» le dichiarazioni del soprintendente ai Beni Culturali sul Porto Luca Rinaldi, pienamente suffragate del direttore regionale dei Beni Culturali Giangiacomo Martines. Ma cosa affermano di così straordinario? Che in base ai vincoli derivanti dal Porto franco e dal Trattato di Pace, sia la variante n. 93 al Piano regolatore generale, sia la variante al Piano del Porto, risultano illegittime in quanto in conflitto con gli obblighi internazionali per la conservazione del Porto Franco. Non solo viene quindi bocciata qualsiasi destinazione urbanistica nell'area del Porto Vecchio, ma anche le due marine che i concessionari Rizzani-De Eccher volevano realizzare per prime. Inoltre non è prevista la possibilità di spostare in altro sito il Porto franco o ridurlo, ma solo eventualmente allargarlo: dunque non «spostamento» ma caso mai «estensione» a Fernetti. È stato inoltre chiarito che, al momento, il Governo non ha alcun potere, salvo un eventuale futuro e complesso procedimento della Farnesina per modificare lo stato di fatto mediante un accordo con gli altri 21 Paesi firmatari del trattato di Pace eo loro successori. Il commento più salace e al tempo stesso più conciso sembra pare sia stato quello del vicepresidente di Trieste Giovane Lorenzo La Rosa: «Il parere espresso dalla Soprintendenza non fa che confermare quanto molti di noi sospettavano, ossia l'attuale stato giuridico non consente alcuna trasformazione al suo interno. Ma era prevedibile, o pensavano che il porto fosse fermo da 57 anni per un vezzo degli amministratori locali?». E questo chiama in causa le scomposte reazioni locali, partite da quelle che potrebbero essere definite quasi invettive e minacce contro i Soprintendenti, accusati anche di «interferenze» e di «inframmittenze», mentre costoro non hanno fatto altro che evidenziare uno stato di fatto e di diritto intorno al quale Trieste discute appunto da 57 anni, senza aver trovato ancora il modo e la soluzione con cui sciogliere questo «nodo» che impicca la città e il porto. D'altronde, queste dichiarazioni del Soprintendente ai Beni architettonici non sono certo di oggi, ma risalgono per la prima volta nel loro testo integrale all' 11 dicembre 2009, prot. N. 9039240. E allora? Personaggi così importanti perché non hanno reagito allora con altrettanta violenza? Tra le reazioni scomposte, è stata avanzata da Antonione la vecchia proposta di sdemanializzare il Porto Vecchio (notoriamente impossibile in regime di Porto franco), mentre Cosolini e Rosato hanno messo sotto accusa la Regione e si sono appellati a un intervento della Farnesina. Né sono passati indenni gli attacchi a Marina Monassi, presidente dell'Autorità Portuale, in capo alla quale vige l'obbligo di mantenere il regime giuridico di Porto Franco. A proposito di distruttive rivalità, lamentele e proteste non hanno saputo indicare neanche questa volta una possibile, ragionevole via di soluzione. Perciò, dopo le elezioni, qualsiasi cosa si voglia fare in Porto Vecchio, sarà estremamente opportuno sedersi tutti attorno ad un tavolo, insieme al Governo, e vedere se qualcuno riesce ad escogitare come si potrebbe finalmente risolvere questo eterno «rebus» del Porto Franco che da sempre tormenta Trieste.
Porto franco, il rebus che tormenta Trieste
Il porto di Trieste, noto come Porto Franco, è stato oggetto di dibattito e controversie per 57 anni. Un esperto del porto, che ha lavorato dal 1951, sostiene che il porto è illegittimo a causa di vincoli internazionali e che qualsiasi destinazione urbanistica nell'area del Porto Vecchio è illegittima. La Soprintendenza ai Beni Culturali ha confermato che il porto non può essere modificato o esteso, ma solo potenzialmente allargato. Le dichiarazioni del Soprintendente hanno causato scomposte reazioni locali, con accuse di interferenze e minacce contro i Soprintendenti. Le reazioni includono proposte di sdemanializzare il Porto Vecchio e richieste di un intervento della Farnesina.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo