I due giornalisti svelano i crimini e gli interessi che si celano dietro all'incuria dei beni culturali Stella e Rizzo domani sera presentano all'Ambasciatori il loro libro « Vandali» «Vogliamo far capire che se è in pericolo l'arte si perde anche molta ricchezza» È sconsolata la dedica di Vandali. L'assalto alle bellezze d'Italia, l'ultimo libro d'inchiesta della premiata ditta Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: «Ai nostri bambini perché possano vedere ancora quanto era bella l'Italia». Il volume, edito da Rizzoli, sarà presentato domani alle 21 alla libreria Coop Ambasciatori dai due autori, in un dialogo con Armando Nanni, direttore del Corriere di Bologna. Rizzo racconta la faticosa gestazione del lavoro: «Tutto è iniziato da alcune scoperte fatte durante un viaggio per il Corriere della Sera nei luoghi del Risorgimento. A Santa Maria Capua Vetere abbiamo visto il degrado di palazzo Teti Maffuccini, dove il 2 novembre 18643 fu sottoscritta la resa dei Borboni: il tetto a pezzi, infissi divelti, solai sfondati, affreschi devastati dall'umidità. Un magone. Nel casertano la reggia di Carditiello non se la passava meglio, tra discariche di ogni tipo». Poi venne Pompei. Il giornalista aveva scritto il 5 ottobre sul Corriere un editoriale tristemente profetico sui pericoli che correva il sito archeologico. Alle proteste del ministro Bondi seguì il tragico crollo della Domus dei gladiatori, un mese dopo. I giornali stranieri iniziarono a mettere in parallelo la vicenda di Pompei con quella dell'Italia. Sintetizza Rizzo: «Attraverso il disastro dei beni culturali emerge l'immagine di un Paese che non è in grado di governarsi». Vandali è un racconto avvincente di raccapriccianti incurie, concluso da alcune tabelle che mostrano come l'Italia arranchi mentre il mondo corre. Alla perdita di posizioni nella classifica del Pil negli ultimi anni corrisponde una crisi inarrestabile del patrimonio artistico più ricco del mondo. «Cala il turismo osserva Stella perché viene gestito in modo scellerato. Per la beatificazione di papa Wojtyla i prezzi degli alberghi sono quadruplicati. I turisti, i pellegrini in questo caso, vengono una volta e non tornano». I casi di malcostume accumulati nel libro sono impressionanti. Ne ricorda solo alcuni, Stella: «La Venere di Morgantina, recuperata dagli Stati Uniti dopo vent'anni di controversie, è arrivata in Sicilia a fine anno e ancora non è stata esposta. Ci sono pinacoteche a orario ridotto per mancanza di personale e io custodi nell'area archeologica di Ravanusa, che nel 2009 ha avuto un solo visitatore. In certe zone i musei sono stipendifici. D'altra parte Bondi per due anni si è occupato quasi esclusivamente del partito e Galan è arrivato al ministero per liberare l'Agricoltura a un capo della politica clientelare siciliana che aveva salvato il governo». Affari della «casta», documenta l'inchiesta. Il resto lo fanno le ruberie e la cementificazione: il furto di opere d'arte è in cima alle classifiche criminali, dopo il commercio di armi e di droga. Ma grazie al nuovo codice, licenziato da Urbani nel 2004, non è previsto l'arresto». Il cemento assedia il paesaggio, specie in pianura, con bellezze distrutte per sempre, dappertutto. Conclude Stella «La situazione non è confortante. Se gli italiani ormai capiscono solo il valore degli "schei", dei "danè", qualcuno dovrebbe almeno spiegargli che qui non si tratta solo di perdere la bellezza, ma anche un bel po' di ricchezza».