Sono soltanto due i milioni che giungeranno dalla Regione siciliana per affrontare le emergenze relativa alla stabilità degli edifici ricadenti nel centro storico della città. Si tratta dei fondi relativi al 5 per cento delle risorse infrastrutturali destinate ai Comuni (circa 40 milioni in tutto) che con un apposito emendamento alla legge finanziaria sono stati destinati ad Agrigento. Praticando questa strada, come ha precisato il sindaco Marco Zambuto, non è stato possibile seguire l'altra, quella del rifinanziamento della legge sul centro storico, della quale si era parlato in un primo tempo durante l'incontro dello stesso sindaco con il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Con questi fondi l'ufficio comunale di protezione civile potrà affrontare le emergenze che di volta in volta si presentano e mettere in sicurezza (mediante puntellamenti, transennature, applicazione di "fasce" e quant'altro serve ad eliminare i pericoli più immediati) tutti quegli edifici che minacciano di crollare, determinando un pericolo per la pubblica incolumità. Tra l'altro si tratta di soldi che prima o poi dovranno rientrare (anche se al termine di lunghe procedure di recupero) perché si tratterà nella quasi totalità di interventi a danno dei proprietari. Ovviamente questi due milioni nulla hanno a che vedere con i progetti che sono stati presentati nei mesi scorsi per il recupero di intere zone del centro storico allo scopo di partecipare ai bandi della Regione per i fondi europei. Questi progetti stanno seguendo strade diverse ed alcuni di loro dovrebbero essere finanziati in tempi abbastanza brevi, altri potrebbero esserlo in tempi un po' più lunghi. Il progetto di più imminente attuazione è il programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile Terravecchia di Girgenti che prevede anche un intervento privato. Complessivamente l'operazione è di circa dieci milioni di euro. Saranno ricavati 32 alloggi, ma verranno anche riqualificate le strade adiacenti nella zona retrostante il Comune e sarà realizzata una scala mobile tra il vicolo teatro e via Barone. Come precisa l'assessore comunale ai lavorim pubblici Renato Buscaglia, il finanziamento è disponibile e si aspetta il relativo decreto. Nel bando successivo emesso dalla Regione per la stessa tipologia di intervento è stato anche presentato un progetto per la fascia di tessuto edilizio compresa tra piazza Ravanusella e via Atenea, per circa sei milioni di euro. E' stato inserito tra quelli che potrebbero essere ammessi a finanziamento, ma per questo occorrerà più tempo. Tempi abbastanza rapidi dovrebbero esserci anche per il progetto di riqualificazione del paesaggio urbano di via Atenea e piazza Gallo. Sostanzialmente si tratta di rifare la pavimentazione eliminando il porfido (che verrà accantonato ed usato per pavimentare altre strade) per sostituirlo con pietre di Modica o di Custonaci. Verranno eliminati i marciapiedi rialzando quanto basta la carreggiata. Con questo progetto (3.238.072 euro) il Comune ha partecipato ad un bando della Regione e nella relativa graduatoria il progetto é ai primi posti. Stessa cosa per la riqualificazione del paesaggio urbano di via Saponara e delle strade adiacenti fino a Santa Maria dei Greci. Il progetto (per 2.900.000 euro) prevede anche la creazione di aree di aggregazione ed attività artigiane e si trova anch'esso in fascia utile per il finanziamento. Non va dimenticato nemmeno il raddoppio della via Empedocle i cui lavori dovrebbero partire nel giro di qualche mese. Tempi meno brevi probabilmente saranno necessari per gli altri progetti che sono stati elencati giovedì scorso da Zambuto nel corso della conferenza stampa tenuta su questo argomento. I diversi progetti, ammesso che tutti vengano ammessi a finanziamento, potrebbero interferire tra di loro, anche se verranno obbligatoriamente avviati ad esecuzione in modo scaglionato (se non altro perché i finanziamenti giungeranno a parecchia distanza di tempo l'uno dagli altri), ma soprattutto potrebbero intersecarsi con quelli relativi alla realizzazione della nuova rete idrica cittadina. «Non penso che i fas, con i quali la rete idrica dovrà essere finanziata, - spiega lo stesso assessore Buscaglia - giungeranno tanto presto e noi non potremo certo aspettare a lungo col rischio di perdere i finanziamenti. Il problema comunque non si pone perché nella sistemazione delle strade in centro storico realizzeremo dei "cavidotto" per i sottoservizi nei quali potranno essere passati successivamente tubi o altro. Dunque al momento opportuno Girgenti Acque, o chi per loro, si ritroverà anzi il compito facilitato: basterà passare i tubi da un pozzetto all'altro». Infine c'è da dire che dopodomani mattina dovrebbero cominciare i lavori di demolizione controllata di alcuni muri residui pericolanti rimasti in piedi tra le macerie di palazzo Lo Iacono-Maraventano (l'intervento era programmato per venerdì, ma i periti della Procura hanno chiesto e ottenuto una dilazione) allo scopo di mettere in sicurezza la zona. Il condizionale è d'obbligo perché da fonte municipale si è appreso che la Soprintendenza ai beni culturali avrebbe invitato invece il Comune a non toccare nulla. Salvatore Fucà 01052011
SICILIA - Sono solo due i milioni della Regione destinati ad affrontare le emergenze
Il Comune di Girgenti ha ricevuto 2 milioni di euro per affrontare le emergenze relative alla stabilità degli edifici nel centro storico. Questi fondi sono stati destinati ad Agrigento e saranno utilizzati per mettere in sicurezza edifici pericolanti e per eliminare i pericoli immediati. I fondi non sono stati destinati ai progetti di recupero del centro storico, che richiedono finanziamenti europei. Il Comune ha presentato diversi progetti per la riqualificazione urbana, tra cui il programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile Terravecchia di Girgenti, che prevede un intervento privato. Il finanziamento è disponibile e si aspetta il relativo decreto.
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