L'impianto supererà ogni record in questo campo e darà una potenza pari al 30 del fabbisogno della città Se Val di Sabbia nel Bresciano conquista grossi titoli nei maggiori quotidiani nazionali per la realizzazione in soli tre mesi di una maxi centrale solare simile ad un lago, la più grande in Europa con i suoi 24 mila pannelli fotovoltaici, Gela si appresta a superare questo record e a imporsi nel panorama internazionale con la realizzazione di un mega impianto di serre fotovoltaiche. Un'opera imponente che porta la firma di Eco Agri, una società gelese di cui è amministratore e detiene il 51 delle azioni l'imprenditore Angelo Salinitro. Già affermato in campo agricolo e non solo, Salinitro con l'Eco Agri si appresta a fare il salto di qualità integrando l'attività agricola all'energia pulita e portando così Gela nell'Olimpo delle città con le serre solari più imponenti. Sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, la scorsa settimana sono stati pubblicati i decreti autorizzativi di due impianti gemelli di serre fotovoltaiche, uno vicino all'altro, in contrada San Leo- Spinasanta. Si chiamano Eco Agri 1 ed Eco Agri 2. Sono pannelli fotovoltaici che saranno installati sui tetti delle serre su 13 ettari di terra e ciascuno ha una potenza di 4.233,60 Kw. Trentacinque milioni di euro l'investimento con la prospettiva di una cinquantina di posti di lavoro a tempo indeterminato. Dalla terra ortaggi e frutti tipici del Mediterraneo, dal sole tanta energia elettrica da vendere all'Enel. Energia in grado di provvedere al 30 del fabbisogno della città. Angelo Salinitro ha lottato con determinazione e caparbietà per arrivare ad avere tra le mani i due decreti regionali. Perchè fare impresa nel Sud non è come farla al Nord. Qui le lungaggini burocratiche (e non solo quelle) ammazzano la voglia di impresa e se non si è ostinati e pronti a sbattere contro i muri di gomma ed a sfondarli, non si cava un ragno dal buco. I due progetti per gli impianti fotovoltaici hanno iniziato il loro iter con la presentazione agli enti preposti il 19 novembre del 2008.Il decreto autorizzativo della Regione porta la data del 17 febbraio 20011 con pubblicazione sulla Gurs in aprile. Tre anni di lunga trafila. Angelo Salinitro racconta le sue peripezie. «Potrei scrivere un libro - dice - ma ora che ho i decreti voglio pensare in positivo. Bisogna sapere che per realizzare impianti come questi bisogna chiedere l'autorizzazione a ben 23 enti, a ognuno bisogna presentare il progetto in triplice copia». E' questo l'ostacolo principale? «E' un ostacolo serio e si potrebbe superare se la Regione svolgesse il suo compito di ente capofila acquisendo lei il parere dagli altri 22 enti. E invece no. L'imprenditore è costretto a girare per tutti gli uffici della Sicilia a presentare i progetti, a sollecitare il rilascio dei pareri. A me è successo che qualche ente ha smarrito il progetto, qualche altro mi ha costretto a tornare più volte perché non c'era l'impiegato addetto. Ci sono state attese dovute ad incomprensioni, altre lentezze inspiegabili. Troppi tempi morti inconciliabili con lo spirito dell'impresa. A me è capitato anche di dover spostare uno dei due impianti e quindi di rifare la progettazione e rispedirla a tutti gli enti perché nell'area di uno dei due impianti c'è una vecchia casetta che nei documenti ufficiali compariva nel 1910 ma la Sovrintendenza di Caltanissetta sosteneva che c'erano tracce bizantine e perciò ha messo il vincolo sull'area della casa e ha voluto che spostassi l'impianto. Comune, Regione, Sovrintendenza sono stati gli enti in cui l'iter è stato più lento. Ma questi sono in sintesi solo alcuni degli ostacoli che ho incontrato. Ci sono cose che non posso e non voglio raccontare. Posso dire solo che se non fossi stato così ostinato, questi progetti non sarebbero mai andati in porto perché ci si stanca a subire ritardi e silenzi inspiegabili quando vuoi investire e dare lavoro. Poi leggi i giornali e magari lo capisci il perché di strani rallentamenti». Perché, nonostante tante peripezie, non ha mollato? «Le energie rinnovabili sono il futuro e tra queste il fotovoltaico ha il minore impatto e i maggiori ricavi. Io opero già nel campo agricolo e per guardare al futuro non trovo progetto migliore della serra fotovoltaica. Sono convinto fortemente dei vantaggi che il progetto Eco Agri porterà al territorio». Quali vantaggi? «Intanto vengono coltivati e quindi si rendono produttivi terreni abbandonati. Si creeranno posti di lavoro stabili. Una cinquantina a regime tra amministrativi, lavoratori agricoli, tecnici per la manutenzione dei pannelli, addetti alla sorveglianza. Le nostre serre saranno aperte al territorio, gli studenti degli istituti tecnici potranno venire a studiare da noi il fotovoltaico e a fare stage. Il nostro è un progetto integrato che porta sviluppo nel territorio». Ma il territorio questo lo ha capito? «Se allude alle forze politiche credo di no, perché il progetto è presentato da tre anni e quindi di dominio pubblico ma nessuno si è fatto avanti per dare una mano ad accelerare nell'interesse di una città che ha fame di lavoro. O anche per l'orgoglio di vedere realizzato in città l'impianto più grande al mondo. Alla conferenza dei servizi di Palermo convocata per la decisione definitiva ero solo. Il Comune in quella sede avrebbe potuto chiedere l'1 del quantitativo di energia prodotta dai due impianti a titolo gratuito per i suoi edifici. Non lo ha fatto e mi dispiace». Che tempi sono previsti per realizzare i due impianti? «Il fotovoltaico ha tempi brevi. Sette mesi al massimo e i due impianti sono pronti. Ma aspettiamo il decreto del governo Berlusconi sugli incentivi all'energia pulita, stiamo prendendo contatti con le banche e nel frattempo nell'area si sta svolgendo a nostre spese la bonifica bellica con personale militare». M. C. G. 01052011
SICILIA - Serre fotovoltaiche, arriva la rivoluzione
In Gela, la società Eco Agri, fondata da Angelo Salinitro, sta realizzando due impianti di serre fotovoltaiche, uno vicino all'altro, in contrada San Leo-Spinasanta. I progetti, autorizzati dalla Regione siciliana, hanno una potenza di 8.467,20 Kw ciascuno e saranno installati su 13 ettari di terra. L'investimento è di 35 milioni di euro e prevede la creazione di 50 posti di lavoro a tempo indeterminato. I progetti sono stati presentati nel 2008, ma sono stati soggetti a lunghe trafilate burocratiche.
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