Partita l'opera di demolizione, saranno costruiti venti alloggi CARLO VENTURINI PISA. È da poco iniziata una grande operazione di riqualificazione del Lungarno Guadalongo e della Piazzetta Don Minzoni dove è in corso la demolizione dell'edificio fatiscente della pizzeria ex Draga che occupa una superficie di oltre tremila metri quadrati per circa diecimila metri cubi. Al posto di quel vecchio immobile - le ruspe sono ormai al lavoro - sorgeranno, nel giro di diciotto mesi, venti appartamenti di pregio progettati dall'architetto Marco Sereni per la Fondiaria Paradisa. Gli appartamenti avranno un'altissima sostenibilità energetica - così spiega il progettista - ed avranno una superficie che partirà dai 75 metri quadrati. L'edificio in fase di demolizione, sebbene fatiscente e rimasto vuoto per diversi anni, ha un grande valore per così dire affettivo per i pisani perché lì, nell'immediato dopoguerra, c'era una piccola, ma fiorente impresa di biciclette: la ditta Del Seppia. Poi, al posto delle biciclette, arrivarono le auto di un concessionario. Tra le mille vite di quell'immobile, c'è stata poi quella di essersi trasformato in un ristorante e pizzeria per poi divenire luogo di ritrovo e di convention di diversi partiti politici, soprattutto ai tempi della Prima Repubblica. Due anni fa, durante la manifestazione Manifutura che si teneva alla Stazione Leopolda, l'immobile fu occupato per circa tre giorni dagli autonomi, dai precari e dagli studenti; un'occupazione di protesta contro i tanti immbili vuoti e lasciati in decadenza in città. «L'opera che andiamo a compiere non è solo di riqualificazione di un tratto del Lungarno Guadalongo, ma procederemo anche ad una profonda attività di bonifica dell'area», spiega l'architetto Sereni, il quale sottolinea anche come la demolizione sta avvenendo senza problemi di polveri disperse nell'aria grazie all'utilizzo di cannoni con spruzzatori di acqua. La bonifica dell'area comprende anche quella del sottosuolo perché l'immobile nel seminterrato era stato adibito negli anni anche ad autorimessa. Lì sul Lungarno Guadalongo c'è un vincolo paesaggistico imposto dalla Soprintendenza, visto e considerato che siamo proprio sulle rive del fiume e davanti al Lungarno Guadalongo c'è lo splendido colpo d'occhio del viale alberato delle Piagge. «Abbiamo recepito tutti i suggerimenti della Soprintendenza - osserva Sereni - e così abbiamo previsto l'impiego di rivestimenti di legname pregiato per le facciate, così come, sempre recependo i dettami della Soprintendenza, costruiremo dei loggiati». Quella zona - lo ricorderanno in tanti - è stata a lungo anche luogo di spaccio e di prostituzione. Quindi, con questo progetto immobiliare, si pongono concrete basi per una riqualificazione della zona anche da un punto di vista sociale. Si tratta, insomma, di un altro pezzo di città che cambia volto. In meglio.