Mozione della Lega in regione: Fiat lo riapra subito Non c'è pace e forse non ci sarà futuro per il Museo dell'Alfa Romeo nella vecchia fabbrica di Arese. Dopo che i Consigli comunali di Arese e lesinate, l'anno scorso, avevano approvato una mozione per il progetto di riapertura e che il ministero dei Beni culturali aveva dichiarato la raccolta come luogo di interesse culturale legato al territorio, ad intervenire è stato il consigliere regionale del Carroccio Massimiliano Romeo. In una mozione infatti il lumbard chiede alle autorità regionali di intervenire su questa intricata questione nella quale gli attori un contro l'altro sono la Fiat, proprietaria della collezione delle storiche Alfa che dal 7 febbraio ha chiuso il museo dichiarando in un cartello "chiuso per manutenzione a data da destinarsi," e dall'altra parte i Comuni che vogliono difendere un bene importante. Il decreto del ministero sottopone la gestione del bene a un regime autorizzatorio, per salvaguardare e garantire la conservazione di questo patrimonio storico nel luogo dove si trova, ovvero ad Arese. «Ad oggi non c'è alcun progetto di intervento presentato al Ministero o al Comune" afferma Romeo. «Esiste un fondato timore che forse non lo si voglia più aprire, togliendo così a tanti appassionati la possibilità di visitare uno dei primissimi esempi di museo d'impresa a livello nazionale ed europeo". L'esposizione, aperta nel 1976 all'interno dell'immensa fabbrica dove fino agli anni '80 lavoravano 16 mila persone, raccoglie i modelli prodotti dall'Alfa Romeo dal 1910 al 2010: 137 esemplari tra i quali la mitica Giulietta Gt del 1963 prodotta proprio qui, a cui si aggiunge la sezione motori con 107 pezzi per trazione a terra e 14 motori d'aviazione, testimonianza del periodo in cui la casa automobilistica si cimentò nella costruzione di aerei. «Si aggira intorno ai 60 milioni di euro il valore complessivo della collezione, che è stata visitata nel 2010 da oltre 24.000 visitatori - ha concluso Romeo - sono numeri di tutto rispetto". Gianluigi Fornaro, sindaco di Arese, si prepara ad affrontare a muso duro la battaglia legale contro la Fiat. «Secondo la proprietà la riqualificazione dell'intera area e del centro direzionale sarebbe compromessa", ha spiegato il sindaco. E così la Giunta comunale di Arese ha deciso di costituirsi in giudizio davanti al Tar «per difendere le ragioni del Comune e salvaguardare i beni storici e culturali che hanno caratterizzato lo sviluppo socioeconomico della città di Arese". L'area dell'ex Alfa, in questi anni è divenuta sempre più strategica, perla sua vicinanza al Polo fieristico di Rho-Pero e al sito su cui si svolgerà l'Expo 2015. E pensare che la scorsa giunta provinciale la definì "una landa desolata dove si aggirano i fantasmi di una città infinita". Una landa che solo col Museo può rivivere.