Dicono che con la cultura non si mangia. Ma i tedeschi non ci credono e in pochi anni hanno investito 563 milioni per trasformare lenorme distretto industriale della Ruhr, uno dei più inquinati del mondo, in una metropoli artistica e creativa. Una scommessa proposta e vinta dal basso, che nel 2010 guadagna alla regione il titolo di capitale europea della cultura. Un modello per il "Forum delle culture 2013" a Napoli. Con la realizzazione del progetto, la Germania porta a casa diecimila nuovi posti di lavoro, mille monumenti industriali, duecento musei, 120 teatri, cento centri culturali, 250 festival per 70 mila cantanti e limpatto economico di milioni di turisti nei 53 comuni coinvolti. I minatori delle 35 gallerie dismesse ora sono guide turistiche. Centri di produzione cinematografica, piscine e boschi si alternano a meravigliosi pezzi di archeologia industriale nellagglomerato urbano terzo in Europa per grandezza. È la storia di un successo che Hans-Dietrich Schmidt, responsabile relazioni estere per la Ruhr 2010, ha raccontato ieri con fierezza nellex asilo Filangieri. Invitato dallassessore Nicola Oddati, il professore di storia dellarte metterà al servizio della città lesperienza della Ruhr in previsione del Forum e del "World Urban Forum" programmato dallOnu nel 2012 alla Mostra dOltremare. SEGUE A PAGINA XVI
NAPOLI - La storia. Il modello della Ruhr per salvare Bagnoli
La regione della Ruhr in Germania ha investito 563 milioni di euro per trasformare un distretto industriale in una metropoli artistica e creativa. Il progetto, chiamato "Ruhr 2010", è stato un successo, portando a casa diecimila nuovi posti di lavoro, mille monumenti industriali, duecento musei, 120 teatri e cento centri culturali. Il progetto ha anche avuto un impatto economico significativo, con milioni di turisti che hanno visitato i 53 comuni coinvolti. I minatori delle 35 gallerie dismesse ora sono guide turistiche, e il luogo è stato trasformato in un agglomerato urbano con centri di produzione cinematografica, piscine e boschi.
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