capogruppo Ds Commissione Ambiente Camera dei deputati Oggi si approva la delega ambientale, con lo scandalo del condono sulle aree protette. Ovvio: il voto è blindato Col condono edilizio hanno dato il via alla ripresa dell'abusivismo, con quello ambientale permetteranno, anche in futuro, lo scempio delle più belle aree del nostro Paese e si arrogheranno il diritto di riscrivere, proprio loro, gli «Attila d'Italia» la legislazione in tema di acque, rifiuti, aria, difesa del suolo. Si consuma oggi, nell'aula di Montecitorio, l'ultimo atto dell'approvazione della delega ambientale che contiene, tra gli scempi, il condono paesaggistico imposto col voto di fiducia un mese fa al Senato. Anche qui la Cdl è costretta a ricorrere alla fiducia perché non si fida dei suoi e perché teme che le faide sulle tasse, sul rimpasto, sulla giustizia, possano trovare sfogo nel segreto dell'urna. Così, con il ricatto della fiducia, ecco il condono paesaggistico. Vien quasi da rimpiangere quel condono edilizio che, se non altro, aveva posto dei limiti. Ora, invece la sanatoria potrà essere chiesta senza limiti per gli abusi compiuti nelle aree di particolare valore paesaggistico. Ci avevano detto che il condono edilizio era stato imposto dell'esigenza di cassa. Ma stavolta? Quale giustificazione può essere data ad un provvedimento come questo che non si limita a sanare gli abusi realizzati nel passato, ma estende i suoi effetti negativi anche al futuro? Depenalizza, infatti, una serie di abusi nelle aree protette e, cosa ancora più grave, smantella un punto fondamentale del "Codice Urbani" sui beni culturali ed ambientali, che escludeva la possibilità stessa di concedere autorizzazioni in sanatoria nelle aree vincolate. Ma non c'è soltanto il condono paesaggistico, in questa legge. Non meno grave e preoccupante è la delega al governo per riscrivere tutta la legislazione ambientale: dalle acque ai rifiuti, dall'aria alla difesa del suolo, dai parchi ai reati contro l'ambiente. Mai si era vista una delega così ampia e al tempo stesso così generica all'esecutivo. Il Parlamento viene espropriato delle sue funzioni. Sarà una commissione di 24 "esperti", nominati dal ministro Matteoli, a riscrivere la legislazione ambientale. Viste le premesse, siamo al disastro. Le proposte alternative de! centrosinistra, proposte che non sono mancate in questi tre anni di discussione, non sono state neppure prese in considerazione dalla maggioranza. Abbiamo chiesto di intrecciare sempre più norme chiare, semplici e rigorose di tutela dell'ambiente con strumenti innovativi capaci di orientare l'economia, la produzione ed i consumi verso la sostenibilità (fiscalità ecologica, accordi volontari, certificazioni di qualità). Niente da fare, il governo non ha voluto ascoltare le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste, né quelle delle associazioni delle piccole e medie imprese. Siamo preoccupati e non potremmo non esserlo: gli investimenti sono stati drasticamente ridotti, quelli per la difesa del suolo sono stati più che dimezzati; il condono edilizio ha prodotto una ripresa dell'abusivismo; le politiche per l'energia e per i trasporti contrastano clamorosamente la necessità di fare della sostenibilità ambientale una bussola che orienti lo sviluppo del Paese. Perché così tanti danni, in soli tre anni e mezzo? Solo insensibilità, insofferenza viscerale per ogni regola? Penso che vi sia anche una ragione più profonda, che ha a che fare con l'idea stessa che il centrodestra ha dello sviluppo. Nella loro visione, anche l'ambiente - come i diritti dei lavoratori, come lo stato sociale - è un fastidioso vincolo che ostacola la competitività economica. Ma quella idea di competitività e di sviluppo si è dimostrata non solo inaccettabile, ma anche terribilmente miope, arretrata, perdente. E' una strada che sta portando al declino, non al miracolo economico. Toccherà al centrosinistra mettere in campo un modello di sviluppo radicalmente diverso da quello della destra. Insomma, un'altra idea dell'Italia.
Ambiente, scempio con fiducia
La Camera dei deputati ha approvato la delega ambientale, che contiene il condono paesaggistico. Il condono è stato imposto con il voto di fiducia al Senato un mese fa. La Cdl ha ricorso alla fiducia per evitare che il governo si occupi di riscrivere la legislazione ambientale. La delega al governo permetterà di riscrivere la legislazione ambientale, comprese le norme sulle acque, i rifiuti, l'aria e la difesa del suolo. La commissione di 24 "esperti" nominati dal ministro Matteoli sarà responsabile di riscrivere la legislazione ambientale. Le proposte alternative del centrosinistra non sono state prese in considerazione dalla maggioranza.
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