Nei siti di Montelungo, Poggio Arena e Torre di Manfria dune incantevoli con la ginestra bianca e altre piante rare una caratteristica duna del lungomare gelese Gela. Un passato glorioso, intriso di cultura e di arte immersa in una cornice paesaggistica che, per le sue caratteristiche, nell'Ottocento, ha attratto veri e propri eserciti di naturalisti per le sue peculiarità botaniche e zoologiche, ed oggi candidata ad essere la decima Provincia siciliana. Una grande scommessa per Gela, la sesta città della Sicilia che in questo progetto intravede il suo rilancio ed il suo riscatto. Una cittadina affacciata sul mare che gode di un clima invidiabile e di bellezze naturalistiche oggi poco valorizzate. Le sue dune che hanno destato incanto e continuano ad incantare quanti si fermano ad ammirarle - e non solo per le dimensioni - ma per il suo manto vegetale, habitat della ginestra bianca e di tante altre piante rare. Uno dei siti di maggiore interesse naturalistico è il complesso costituito da Montelungo - Poggio Arena - Torre di Manfria. Molti altri sono stati cancellati da edificazioni "selvagge". Proprio quella della Torre di Manfria, è ad oggi una delle aree di maggiore valore naturale e paesaggistico: comprende, infatti una significativa varietà di habitat litoranei. Il S.I.C. Torre di Manfria si estende lungo la costa per 12 chilometri ed ingloba tratti di spiagge sabbiose, costituite da sabbie interrotte da pendii costieri, alti fino a 70 metri. Nell'area insiste una duna sabbiosa alta 47 metri, chiamata Poggio Arena, sopravvissuta all'azione dei bulldozer che, nel passato più recente hanno modificato l'aspetto paesaggistico di buona parte della Sicilia meridionale per fare largo alle esigenze della serricoltura e dell'imprenditoria turistica. Il sito Torre di Manfria è però esposto a minacce ambientali legate allo sviluppo agricolo nonché a quello industriale che, un trentennio fa, ha accelerato il processo di urbanizzazione della zona. A ciò si aggiunga che, l'incuria e la scarsa valorizzazione di un patrimonio naturalistico del genere ha favorito anche un incontrollato ed abusivo svolgimento di attività ricreative sulle dune. Ma anche la flora che insiste nel sito di Torre di Manfria con le sue 479 specie rare, appartenenti a 65 famiglie, è minacciata da incendi, frane e discariche abusive. In un'ottica di rilancio, al grande valore naturalistico che caratterizza alcune zone del territorio gelese, si aggiunge l'importante ruolo svolto dalla città di Gela nella storia siciliana antica e recente, testimoniato da reperti di eccezionale interesse, nel pur ricchissimo patrimonio storico-archeologico della Sicilia. Si tratta di un patrimonio spesso ignorato anche dagli stessi residenti. Ma meriterebbe di essere pubblicizzato, e messo alla stregua di mete ben più note e da sempre incluse nei classici itinerari turistici che attraversano l'isola. 29042011