Asportati quattro tasselli intarsiati dell'antica porta La porta risale al V secolo, ma è probabile che l'autore dello scempio non lo sappia neanche. Ancora una volta una chiesa di Roma, Santa Sabina all'Aventino, è stata colpita da ladri o da teppisti. Poco prima della vacanze di Pasqua una guida turistica si è accorta che mancavano alcuni pezzi dal portone ligneo. «Quando ho visto lo sfregio sono rimasta molto turbata racconta Diana Cossettini per lavoro visito regolarmente la basilica con i turisti. Questa è la porta più antica d'Italia dopo quella di Sant'Ambrogio a Milano. La porta in legno cipresso era stata recentemente restaurata, ed era protetta fino a qualche tempo fa da una struttura in plexiglass. Ora che questa struttura è stata tolta può essere toccata da chiunque. Come infatti è accaduto. E infatti sono quattro i pezzi mancanti, quattro parti intarsiate di varie dimensioni. «Magari è stato qualche teppistello che per sfizio si è portato via dei pezzi», racconta il custode della basilica , che precisa che parte del danno risale ad almeno sei mesi fa. «Non bisogna allarmarsi sostiene il custode presto verrà restaurata e molte delle parti che mancano verranno rimesse a posto». L'uomo conserva in una busta di plastica i pezzi staccatisi mesi fa, «li avevamo in sacrestia da tempo. Prima il portone era protetto da uno schermo infrangibile per evitare che la gente ne staccasse la parte, poi è stata tolta. Comunque abbiamo avvisato la Sovrintendenza ai beni culturali e aspettiamo che si faccia il restauro».