Oggi il voto sul Ddl delega che prevede anche la depenalizzazione degli abusi paesaggistici. Critiche le opposizioni, che accusano l'Esecutivo di aver voluto evitare il voto segreto per paura dei franchi tiratori Il Governo pone la fiducia sulla delega ambientale. Era già accaduto al Senato a metà ottobre. Ieri la scena si è ripetuta alla Camera, dove il disegno di legge sta affrontando da lunedì l'esame dell'Assemblea. Si tratta delle battute finali di una proposta che fa la spola in Parlamento da più di tre anni. Per chiudere definitivamente la partita, il ministro dei Rapporti con il Parlamento ieri ha posto, a nome del Governo, la fiducia, che si voterà oggi. Secondo le opposizioni si tratta di una manovra per scongiurare il rischio di franchi tiratori, dato che alcuni emendamenti sarebbero stati votati a scrutinio segreto, e per "blindare" un testo che contiene la controversa norma sulla sanatoria degli abusi contro il paesaggio. La delega. Il disegno di legge che assegna al Governo la delega per riordinare, attraverso la predisposizione di Testi unici, diversi settori rifiuti, tutela delle acque e dell'aria, difesa del suolo, gestione delle aree protette, risarcimento dei danni all'ambiente, procedure per le valutazioni di impatto ambientale (Via, Vas e Ippc) risale a ottobre del 2001. È al quinto passaggio parlamentare: è stato esaminato due volte dal Senato e tre (compresa quella in corso) dalla Camera. Nel corso del lungo iter è stata inserita la norma sulla sanatoria per i reati commessi contro il paesaggio, disposizione che ha conosciuto diverse formulazioni. Nella versione licenziata a metà ottobre scorso dal Senato, e ora sottoposta alla Camera, si prevedono modifiche al neonato Codice dei beni culturali (entrato in vigore a maggio), depenalizzando alcuni interventi compiuti, senza l'autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa, sulle aree tutelate. Il dibattito parlamentare. Ieri pomeriggio, dopo che l'aula di Montecitorio aveva deciso di ridurre a una decina il numero degli emendamenti, presentati dall'opposizione, da votare, il ministro Giovanardi ha posto la questione di fiducia, chiedendo di approvare il disegno di legge nella versione licenziata dal Senato. Il motivo è fare in fretta: poiché si tratta di una delega ha spiegato Giovanardi ci vorrà ancora del tempo prima che vedano la luce i decreti attuativi. Dai banchi delle opposizioni si sono subito levate le proteste, con l'invito al Governo di dimettersi e indire nuove elezioni. Secondo l'Ulivo, il ricorso alla delega è indotto dalla paura di non raggiungere soprattutto durante lo scrutinio segreto - i voti necessari per approvare il Ddl. Un rischio reso probabile dai rapporti tesi tra Forza Italia e Udc. Le reazioni. Luciano Violante (Ds) ha parlato di difesa, da parte del Governo, di interessi personali. Secondo le opposizioni, infatti, della sanatoria beneficerebbe anche Villa Certosa, una delle residenze sarde del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che è stata oggetto di diversi lavori. Pierluigi Castagnetti (Margherita) ha chiesto al Governo di «calare il sipario», perché la maggioranza, vittima del proprio «squagliamento», ha paura del voto segreto. Molto critiche verso la fiducia anche le associazioni ambientaliste. Per il Wwf si tratta di «una forzatura», mentre Italia Nostra vi legge «un ulteriore passo avanti a favore dell'abusivismo».
Ambiente, ultimo sì con fiducia
Il Governo ha posto la fiducia sulla delega ambientale, che prevede la depenalizzazione degli abusi paesaggistici. Il disegno di legge, che assegna al Governo la delega per riordinare diversi settori ambientali, è stato esaminato due volte dal Senato e tre volte dalla Camera. La versione licenziata dal Senato prevede modifiche al Codice dei beni culturali e depenalizza alcuni interventi compiuti sulle aree tutelate senza l'autorizzazione paesaggistica. Le opposizioni hanno criticato il Governo per aver voluto evitare il voto segreto, che sarebbe stato necessario per approvare il disegno di legge. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento ha posto la fiducia, che si voterà oggi.
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