Trovata una barca romana durante i lavori a Fiumicino Il porto ancora da scoprire. Era un approdo internazionale per una città molto vivace A Via e il Ponte della Scafa, ora al centro dell'attenzione per il ritrovamento di una nave della prima età imperiale, sono di interesse nevralgico sia nel sistema stradale attuale sia nella ricostruzione della storia del territorio: qui passava l'antica linea di costa, arretrata di 4 chilometri rispetto ad oggi. Una costa intensamente frequentata fin da epoche remote: secondo la leggenda il fondatore fu Anco Marzio. Il quarto re di Roma creò presso lo sbocco del Tevere nel Tirreno, Ostia (che in latino significa bocca, entrata, ma anche, appunto, foce). La città divenne presto un importante punto di riferimento, che avrebbe potuto essere ancora più notevole se il porto fosse stato davvero adeguato: per lungo tempo invece le grandi navi che portavano grano dall'Egitto, e tante altre merci e derrate da tutto il Mediterraneo per i consumi dell'Urbe, continuarono a fare scalo a Pozzuoli. Fin quando l'imperatore Claudio (42 d.C.) non fece costruire un grande bacino, che però fu presto insabbiato, e soprattutto fin quando Traiano non affidò all'architetto Apollodoro di Damasco un nuovo grandioso impianto esagonale (110-112 d.C.) ancor oggi visibile presso Fiumicino: si calcola che qui potessero approdare 100 navi. Tutto questo tratto di costa fu rivitalizzato, e le realtà archeologiche lo confermano: Ostia stessa, Portus, la sua necropoli nell'Isola Sacra. Le rovine più estese, si sa, sono quelle di Ostia: foro, Capitolium e altri templi, case, terme, magazzini, teatro, «thermopolia» o bar-ristoranti, «cauponae» o osterie, edifici spesso arricchiti da sculture, affreschi, mosaici, conservati sul posto o esposti nel bel Museo che si affaccia sugli scavi. Fra i mosaici più significativi per avere un'idea della movimentata vita della città ricordiamo quelli del Piazzale delle Corporazioni, ristrutturato da Claudio e poi più volte rifatto: avevano qui la loro sede armatori e commercianti da ogni parte dell'Impero, e vediamo navi che attraccano e scaricano, scene di vendita del grano, anfore africane, elefanti-simbolo del commercio di avorio. Già nel 1958 e 1959 inoltre, durante i lavori per l'aeroporto, si erano rinvenuti i resti di 7 imbarcazioni, esposti dal 1979 nel Museo delle Navi, ma ora il ritrovamento di Via della Scafa è un'ulteriore conferma che il fronte delle possibili scoperte è davvero ampio e diversificato.