Chi ha visitato Napoli negli ultimi quattro mesi non ha trovato nei suoi musei alcune delle opere più famose. Dove sono spariti, per dire, l'Atlante Farnese, il Paolo III di Tiziano o l'Ercole al bivio di Annibale Carracci? Tutte queste meraviglie provenienti dalle collezioni Farnese sono state momentaneamente trasferite a Roma per essere esposte alla mostra Palazzo Farnese. Dalle collezioni rinascimentali ad ambasciata di Francia. Un positivo ritorno a casa, dunque? Sì e no. Ogni iniziativa che riporti il pubblico in contesti monumentali è benvenuta. L'obiettivo di una vera politica culturale dev'essere infatti quello di riuscire a 'comunicare', a 'vendere', il patrimonio stabile con la stessa, efficace persuasione con la quale si ammanniscono innumerevoli ed improbabili 'eventi'. In più, Palazzo Farnese è quasi inaccessibile, e anche solo regalare ai visitatori la gioia pura di un incontro con la Galleria di Annibale Carracci (uno dei vertici dell'arte italiana) appare lodevole. Detto ciò, la mostra non potrebbe essere più deludente. Le opere sono gettate a casaccio, e spesso in condizioni che le rendono invisibili, l'apparato didattico è impresentabile e la struttura dell'allestimento sembra più adatta ad un capannone brianzolo che non a quello che fu (e purtroppo, nei suoi interni, non è più) il più esaltante palazzo europeo dell'età moderna. Niente lega le opere alle loro funzioni e destinazioni originarie, e tanto valeva esporle nel famoso capannone di cui sopra. Insomma, un'ottima idea ha generato una clamorosa occasione perduta. Il curatore della mostra è il potente Segretario generale del Ministero dei Beni culturali: e, almeno da questo punto di vista, la morale è rasserenante. Col potere si può ottenere tutto, ma non la competenza.
Capolavori Farnese a casa propria
Le opere d'arte provenienti dalle collezioni Farnese, tra cui l'Atlante Farnese, il Paolo III di Tiziano e l'Ercole al bivio di Annibale Carracci, sono state trasferite a Roma per essere esposte alla mostra Palazzo Farnese. La mostra è stata considerata deludente, con le opere esposte in condizioni non ideali e un apparato didattico inadeguato. La struttura dell'allestimento sembra più adatta ad un capannone che a Palazzo Farnese, che è considerato uno dei più esaltanti palazzi europei dell'età moderna. Il curatore della mostra è il Segretario generale del Ministero dei Beni culturali, che ha ottenuto la mostra grazie al suo potere.
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