Appello degli studiosi e del presidente della comunita ebraica mantovana, Fabio Norsa, per salvare l'antico cimitero. Tombe coperte dall'erba e tutt'intorno palazzi di recente costruzione. A Viadana, inoltre, la sinagoga è inglobata in una casa VIADANA. Due studiosi bresciani e un viadanese, con il presidente della comunità israelitica mantovana, Fabio Norsa, lanciano un appello: salvare il cimitero ebraico. Un piccolo gioiello incastonato nel cuore della città che versa in stato pressocché d'abbandono, circondato dai palazzi in costruzione nonostante il Comune lo dovesse trasformare in parco pubblico. «Invece è stato usato anche come latrina» lamenta il presidente della comunità ebraica Fabio Norsa. Il cimitero di via Paralupa ha lapidi antiche settecentesche, in ebraico mentre l'ultima sepoltura è degli anni Cinquanta. Da allora la fiorente comunità viadanese si è estinta. Negli anni Ottanta nuovi quartieri hanno stretto d'assedio il camposanto. Il sindaco Meneghini s'impegnò a trasformare il cimitero in parco pubblico, mentre la comunità ebraica rinunciava al diritto sulla distanza cimiteriale. Ma mentre il cantiere ha potuto proseguire, la trasformazione in parco non è mai avvenuta. Anzi, lo stato d'abbandono è evidente. Per questo due studiosi bresciani, Armando Bellelli e Marco Bertagna, entrambi 30enni, hanno deciso di lanciare un appello al Comune. «Mi interesso di cose ebraiche - dice Belleli, parente del console italiano a Tel Aviv Gloria Bellelli - ma lo stato d'abbandono del cimitero di Viadana è terribile. Il cancello d'ingresso è divelto e l'interno è uno scempio. Molte tombe sono aperte, con ossa anche sparse. Chiunque può saccheggiare. Lanciamo un appello a chiunque vincerà le elezioni. Per il rispetto dei valori storici della cultura, salvate quel cimitero». Bertagna è laureato in ebraico e specializzato a Ravenna con Mauro Perani di Castel Goffredo in conservazione dei beni culturali ebraici. «Il cimitero di Viadana l'ho conosciuto con l'università nel 2008. È triste vederlo in mezzo a un cantiere con le palazzine che sorgono a ridosso delle mura di cinta. Lascia perplesso lo stato d'abbandono. Lapidi rotte, sarcofagi spezzati, segni di vandalismi. Mancanza d'attenzione per una presenza importante con le lapidi più antiche che sono in ebraico, dalla fine del '700. Noi chiediamo che il Comune se ne faccia carico, anche per la sicurezza dei cittadini». Un appello che anche lo storico locale Luigi Cavatorta condivide. Il cimitero ebraico di Viadana abbandonato nel degrado e nellincuria La sinagoga. Se il cimitero ebraico risale perlomeno al Cinquecento anticamente era circondato da campi ed orti, la sinagoga, nel cuore del ghetto era individuata dalle vie San Filippo e Bonomi. Ospitava la ricca comunità dedita ai commerci e alle attività finanziarie fin dai tempi dei Gonzaga. Il luogo di culto era rappresentato dalla sinagoga. Ai primi dell'Ottecento, la costruzione di un nuovo tempio fu affidato al casalasco Carlo Visioli, architetto che edificò anche la sinagoga di Sabbioneta. Ma il progetto di una grande sinagoga in stile neoclassico non fu mai terminato. Gli arredi del tempio furono nascosti durante le persecuzioni antisemite mentre gli stabili furono acquistati dalla famiglia Marcheselli che ancor oggi la possiede. Dopo un secolo di chiusura, è stata riaperta eccezionalmente al pubblico nel 2004 durante il festival lodoviciano. 22 aprile 2011
Il cimitero ebraico di Viadana abbandonato nel degrado e nell'incuria
Due studiosi bresciani e un viadanese, insieme al presidente della comunità ebraica mantovana, Fabio Norsa, lanciano un appello per salvare il cimitero ebraico di Viadana. Il cimitero, che risale al XVII secolo, è stato abbandonato e si trova in uno stato di degrado. Le tombe sono coperte dall'erba e ci sono segni di vandalismo. Il Comune ha deciso di trasformare il cimitero in parco pubblico, ma non ha ancora iniziato i lavori. I due studiosi, Armando Bellelli e Marco Bertagna, hanno deciso di lanciare un appello al Comune per salvare il cimitero e per rispettare i valori storici della cultura ebraica.
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