L'errore di Vittorio è stato pensare a una Biennale grandiosa Baratta e Galan. C'è poco da dire, uno è stato inutile e l'altro è un mediocre «Questa volta non incolpiamo Vittorio Sgarbi che avrà tutti i difetti del mondo ma almeno non è un mediocre. Il suo errore è stato pensare a una Biennale grandiosa, fantastica. Troppo per un paese di dementi e burocrati come l'Italia. Certamente troppo bella per i veneti che non sono preparati per un progetto così meraviglioso». Non prova nemmeno a smorzare i toni Oliviero Toscani sul fallimento dell'operazione Forte Marghera nell'ambito del padiglione Italia della Biennale. Non verrà a Venezia e non curerà nessuna mostra fotografica a Forte Marghera sul paesaggio violato. «Era un bel progetto ma anche volendo non ci sono più i tempi tecnici - continua Toscani - i miei amici svizzeri hanno già tutto pronto da un mese, io non sono stato più contattato da nessuno». A sentire il fotografo però non si può incolpare dei ritardi o dei disguidi il critico ferrarese. Il tira e molla della sovrintendenza al polo museale veneziano non sarebbe infatti un problema creato da Sgarbi. «Il problema è che viviamo in un Paese dove, nei concorsi pubblici per le cattedre accademiche, un mutilato di guerra ha più punti di un laureato e così è andata anche per Sgarbi. Lui può fare benissimo il sovrintendente del polo museale veneziano, ma il ministero ha preferito far vincere i burocrati». E poco importa che lo prevedesse il regolamento del ministero e che, innegabilmente, la reazione stizzita di Sgarbi con la consegna e l'immediato congelamento delle dimissioni da curatore del padiglione Italia abbia complicato l'organizzazione. Per Toscani il problema resta che «i funzionari sono pagati per tirare il freno a mano invece che per far funzionare le cose». E anche il presidente della Biennale Paolo Baratta è un funzionario. «Non c'è molto da dire su Baratta. E' stato inutile. Come lo è stato Giancarlo Galan che è evidentemente un mediocre». Il ministro infatti sarebbe colpevole di aver applicato la regola dei «mutilati di guerra» senza tenere conto che la cultura soffre già abbastanza. «Chi fa cultura ormai si barcamena. Non ci sono più idee nuove e i giovani passano il tempo a lamentarsi invece che tirare fuori nuove idee e fare concorrenza a noi artisti consolidati», spiega Toscani. Ma il progetto di Forte Marghera, quello di creare una galleria con le fotografie delle tante opere compiute e incompiute che abbruttiscono l'Italia («il Veneto avrebbe occupato una bella fetta con quelle schifezze fatte dai geometri e quei campanili che sembrano missili sparati nel nulla») sarebbe saltato anche per colpa di Telecom Italia. «Avevano parlato di finanziare la galleria e poi sono spariti nel nulla perché come tutti gli imprenditori italiani vivono di rendita piuttosto che fare investimenti», continua il fotografo, che loda Pinault. «E' che poi Pinault mette a punta della Dogana la sua robaccia invece che le opere italiane, ma almeno investe due lire». Gli imprenditori italiani invece no. «E quelli del Nordest sono ancora peggio: spendono duecentomila euro per l'auto del figlio ma se si tratta di investire la stessa cifra in un progetto di comunicazione o in opere d'arte si spaventano». Toscani se l'è decisamente presa e non ha intenzione di tornare indietro. «Non si fa più niente finché i veneti non andranno in Africa a selezionare nuovi immigrati preparati e intelligenti e ripopoleranno la regione con idee nuove e fresche, non certo quelle di adesso».
VENEZIA - Imprenditori e burocrati ecco chi ha fatto fallire l'idea di Forte Marghera, Il fotografo: Telecom sparita nel nulla.
Il fotografo Oliviero Toscani ha criticato il fallimento della Biennale di Venezia, organizzata da Vittorio Sgarbi, che ha pensato a una mostra grandiosa. Toscani ha accusato Sgarbi di essere un mediocre e ha criticato il ministero per aver preferito assegnare il sovrintendente del polo museale veneziano a un funzionario anziché a Sgarbi. Ha anche criticato il presidente della Biennale Paolo Baratta e il ministro per aver applicato la regola dei mutilati di guerra. Toscani ha anche parlato del progetto di Forte Marghera, che sarebbe stato cancellato a causa di Telecom Italia e ha criticato gli imprenditori italiani per non investire in opere d'arte.
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