Il georadar ha già segnalato la possibile presenza di una seconda cavità sotterranea finora sconosciuta FIRENZE. Dalla Cnn ad Al Jazeera, dalla tv di stato russa a quella giapponese, nessuno fra i più grandi network televisivi mondiali ha voluto perdersi ieri mattina l'avvio delle ricerche delle spoglie di Lisa Gherardini, la nobildonna fiorentina presunto soggetto, della Gioconda di Leonardo da Vinci: una squadra di quattro geologi della Geosol, società senese specializzata in indagini geotecniche e archeologiche, utilizzando lo speciale Georadar Ris-Imod, prodotto dalla società pisana Ids, ha iniziato la sua opera di perlustramento dal livello zero dell'ex-convento di Sant'Orsola, dove Monna Lisa, oltre a trascorrere gli ultimi anni della propria esistenza, venne probabilmente inumata, al momento della sua morte, fissata al 1542. Già ieri mattina, le 6 antenne radar collegate ad un'unità mobile di controllo, in grado di elaborare i dati rilevati in tempo reale, hanno cominciato a segnalare le prime anomalie presenti nel terreno sottostante l'ampia sala; variazioni di composizione di materiali e di forma, nell'arco compreso entro i 6 metri sottostanti il pavimento, hanno fatto pensare alla presenza di una seconda cavità in grado di contenere tracce ossee, da aggiungersi alla cripta sotterranea, presente alla fine di una vecchia scala ormai sepolta, già rintracciata durante un'indagine preliminare, avvenuta, sempre tramite georadar, la scorsa settimana. Una volta conclusa l'intera operazione di rilevamenti, tempo previsto tre giorni lavorativi, sarà la volta dell'analisi in laboratorio dei campionamenti raccolti, in modo da permettere, dal prossimo 9 maggio, il via alla vera e propria operazione di scavi finalizzati al recupero dell'intero ammontare di resti ossei conservati a Sant'Orsola: su questi, sarà poi il Dipartimento di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Bologna, sede di Ravenna, a effettuare le dovute analisi per ricavarne il Dna. I tratti genetici di ciascun frammento osseo saranno infatti raffrontati con quelli dei figli di Lisa Gherardini, Piero e Bartolomeo, i cui resti sono tutt'ora presenti all'interno della tomba di famiglia di Francesco Del Giocondo, loro padre e marito di Monna Lisa. Costo dell'intera operazione di ricerca, 12 mila euro, interamente finanziati dalla Provincia di Firenze: "Lavori - spiega Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali - che l'amministrazione provinciale fiorentina avrebbe dovuto ad ogni modo portare avanti per permettere il recupero dell'intero plesso". L'importanza dell'individuazione delle reliquie di Monna Lisa è presto spiegata: "Con le tecniche attuali - sottolinea Vinceti - è possibile, partendo da semplici frammenti ossei, ricostruire l'aspetto fisico, fino alla stessa immagine, di ogni persona; la ricostruzione delle caratteristiche somatiche di Monna Lisa, ci potrà permettere di chiarire il dubbio circa la vera identità della Gioconda". Tempo minimo in attesa dei risultati, almeno quattro mesi: poi sulla titolarità del sorriso che vale la fortuna del Musée du Louvre di Parigi, potrebbe essere posta per sempre la parola fine.