Sergio Pace è tra i curatori dellesposizione, ospitata in uno dei suoi edifici più prestigiosi Ebbe rapporti con imprese dagli Usa allEuropa, ma certo qui fu fondamentale il legame con la Fiat Oltre ai progetti per Italia 61, rimane il suo segno a Mirafiori, dove voleva un ristorante sospeso sul tetto Sergio Pace, docente di Storia dellarchitettura al Politecnico di Torino, tra i curatori della mostra, ha approfondito in particolare gli aspetti legati allattività torinese di Nervi. Professor Pace, si parla per questa mostra di «Nervi dentro Nervi». In che senso? «Nel senso che è allestita allinterno di Torino Esposizioni, il primo edificio che, dopo la seconda guerra mondiale, consacra Nervi grande costruttore. Nel 1948-'49 lingegnere interviene e si trova a dialogare con le preesistenti strutture realizzate da Ettore Sottsass senior. Un altro caso di 'dialogo con grandi architetti del tempo - e questo è uno dei temi della mostra torinese - riguarda Giò Ponti. Quando si è trattato di costruire per Italia '61, Nervi ha ricevuto lincarico per il Palazzo del lavoro, dove si sarebbe realizzata lEsposizione nazionale del lavoro, del cui allestimento viene incaricato Giò Ponti. I due avevano già lavorato insieme per il grattacielo Pirelli a Milano, in mostra sono presentate lettere in cui si capisce che Nervi gli chiede pareri anche per ledificio torinese». Un altro tema della mostra è la grande committenza industriale. È centrale dunque il rapporto con la Fiat? «Nervi ebbe rapporti con imprese dagli Stati Uniti allEuropa, ma certo per lItalia fu importante la committenza della Fiat. Per lazienda torinese Nervi svolse una continua attività di consulenza, per esempio per Mirafiori. Caso emblematico è il serbatoio di quella fabbrica, che si può vedere ancora oggi da via Biscaretti: Nervi aveva progettato addirittura un ristorante sospeso sul tetto, che poi non venne realizzato. Vi furono poi altri interventi magari non visibili da un occhio esterno, per esempio le coperture ancora a Mirafiori. Lingegnere ha lavorato anche per altre aziende, ha realizzato tra laltro la fabbrica della Cromodora a Venaria». Un altro aspetto affrontato è il legame di Nervi con la cultura politecnica. Quali aspetti in particolare sono analizzati? «È proprio da qui, dal Politecnico di Torino, che nasce il cosiddetto 'sistema Nervi, un particolare modo di costruire che dalla progettazione arriva alla costruzione con la sperimentazione attraverso modelli in scala. Si parte dal modello per approdare ai calcoli e non viceversa, come facevano in molti. Nervi proprio lavorando con il Politecnico torinese, e in particolare con il professor Guido Oberti, mise a punto una procedura complessa per la costruzione dei modelli. In realtà poi lui non insegnava a Torino, ma a Roma alla Sapienza». La mostra mette in luce la grandezza di Nervi, ma al contempo la città di Torino ha da poco acconsentito alla nascita di un centro commerciale allinterno del suo Palazzo del Lavoro. Che cosa ne pensano gli studiosi? «Noi ci limitiamo alla parte di ricerca, va detto poi che il progetto del Centro commerciale non è stato ancora approvato in via definitiva. Confido nel fatto che sia stata coinvolta la soprintendenza, non mi risulta però che si sia sentita lAssociazione Nervi. Non sono certo che la funzione commerciale sia quella ideale e spero ledificio non venga manipolato. Mi auguro poi che si rifletta sul fatto che per troppo tempo edifici come questo tra i più importanti dellarchitettura moderna siano rimasti privi di una vera destinazione».