Accolto il ricorso degli ambientalisti: «La costruzione non è integrata nel territorio» La Sovrintendenza blocca il complesso progettato nella zona di Lungoni La Soprintendenza ai beni ambientali di Sassari blocca la realizzazione del progetto turistico-edilizio di Terravecchia, nel territorio di Santa Teresa Gallura. Le associazioni ecologiste, nel mese di marzo, avevano inoltrato anche un esposto alla Procura della repubblica di Tempio Pausania contestando il progetto. Il complesso alberghiero, di circa 13 mila metri cubi, è finito subito al centro della bufera. Soprattutto per le dimensioni. Al Ministero per i Beni e le attività culturali, gli ambientalisti, chiedevano di non emanare le necessarie autorizzazioni amministrative. Oggi commentano: «La realizzazione del progetto avrebbe provocato il degrado di una zona costiera proprio all'imbocco del fiordo di Lungoni, tuttora ben poco difeso dal Comune di Santa Teresa. Abbiamo ostacolato l'ennesima speculazione immobiliare sulle coste galluresi». La Soprintendenza ha accolto l'istanza. Ha espresso parere negativo per la creazione di una struttura ricettiva turistico e alberghiera, richiesta dalla società a responsabilità limitata "Compagnia Immobiliare Sarda". Le motivazioni relative all'incompatibilità paesaggistica dell'intervento sono contenute nella lettera inviata dal Soprintendente, Gabriele Tola, all'Ufficio comunale del settore Edilizia privata e urbanistica e alla Regione, Servizio governo del territorio e tutela del paesaggio per la Provincia gallurese: «Essendo costituito da cinque corpi edilizi che per forma, densità ed aggregazione non risultano integrati con le caratteristiche naturali del contesto, l'intervento comporterebbe una perdita di valore del quadro paesaggistico d'insieme, così come percepibile dai molteplici punti di visuale panoramica posti anche a grande distanza».