Grazie all'Ente Cassa e a 5 anni di lavoro, oggi consultabili 1000 schede di edifici storici Coordinato da Claudio Paolini il progetto è nato su carta, è quindi approdato sul web. Utile agli studiosi di architettura ma anche a chi vuol saperne di più sulle antiche dimore Soldi e tempo spesi bene. Sono sempre di più le occasioni, per chi è incuriosito o «assetato» di sapere, per fare ricerca nella maniera più soddisfacente utilizzando il web. È in rete da poco tempo, infatti, una vera e propria «anagrafe» dei palazzo storici di Firenze, risultato di un lavoro enorme che da 5 anni sta vedendo protagonista Claudio Paolini, della Soprintendenza per i beni architettonici di Firenze. Dalla carta al web - Era il 2006 quando l'Associazione per l'Arte e il Restauro Palazzo Spinelli avviò un progetto denominato «Santa Croce Quartiere aperto», che nel 2007 beneficiò di un contributo concesso dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Alla base c'era la convinzione che una delle strade per superare l'attuale impasse culturale della città di Firenze dovesse passare dalla riscoperta del senso di appartenenza a un quartiere (in questo caso Santa Croce), con ciò che questo comporta in termini di rilettura di una tradizione che deve essere individuata come caratterizzante. Unitamente alle proposte che via via si delineavano, si costituiva un vario materiale sulla storia degli edifici civili del quartiere in funzione della progettazione di itinerari culturali nell'area. Già verso la fine del 2007 le schede redatte sulla base di tale materiale apparivano, per estensione e qualità dei dati, non confrontabili con nessuna pubblicazione nota. Nel corso del 2008, sempre sostenuto dall'Ente Cassa di Risparmio, il progetto virò decisamente ad approfondire questa ultima ipotesi, tant'è che i palazzi censiti diventarono 455 e trovarono spazio il nuovo volume di Claudio Paolini, Architetture fiorentine. Case e palazzi nel quartiere di Santa Croce (Firenze, Paideia, 2009). Ma il progetto continuava a crescere, uscendo dai confini del quartiere e imponendo un salto di qualità e una riorganizzazione dei dati nell'ambito di una banca data da rendere disponibile on-line. Grazie ad un ulteriore supporto dell'Ente Cassa di Risparmio, nel corso del 2009-2010 si operava quindi in tal senso fino ad approdare a quanto oggi si propone in questo spazio gestito dall'Associazione per l'Arte e il Restauro. Palazzi on line - Il repertorio reso disponibile on-line prende le mosse da una ricerca bibliografica sulle guide della città, e quindi estesi a repertori di architettura e a contributi specifici sia su singoli edifici sia sulle modificazioni e le espansioni del tessuto urbano. Lo sforzo, tra l'altro, è stato quello di riunire molte notizie e molti riferimenti bibliografici su un'area fiorentina ricca di storia e di cultura, attingendo da molte fonti bibliografiche, puntualmente segnalate su ogni scheda. Oggi il «Repertorio delle Architetture Civili di Firenze» è un progetto promosso da Palazzo Spinelli Associazione no Profit, sostenuto dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, curato da Claudio Paolini (per le ricerche, la stesura dei testi e le pubblicazioni a stampa relative) e da Francesco Luglio (per la progettazione e lo sviluppo della versione on line della banca dati). Ieri come oggi, l'obiettivo è il censimento sistematico, tramite schede strutturate, degli edifici civili presenti all'interno della cerchia dei viali aperti lungo il tracciato delle ultime mura medioevali, cioè dell'area iscritta dall'Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale (1982). Nella banca dati consultabile on line sono al momento disponibili mille schede delle 1525 redatte. Il «Repertorio» on line comprende (con alcuni aggiornamenti) le 455 schede già presenti nel suddetto volume di Paolini del 2009 e viene costantemente aggiornato. Semplice ricerca - Effettuare la ricerca è estremamente semplice perché si possono utilizzare sette diversi campi: la «denominazione» del palazzo; la sua ubicazione; la proprietà; gli architetti eo ingegneri che vi hanno lavorato; lo stesso per i pittori, scultori e decoratori; per gli uomini illustri; c'è infine un ultima possibilità di ricerca utilizzando una parola «spia» presente nei testi delle schede. Quando se ne apre una, a parte le varie informazioni storiche e bibliografiche, compare anche un'utilissima mappa (da Google Map) che aiuta a individuare la localizzazione dell'edificio nella toponomastica cittadina. Il «Repertorio», come indica lo stesso Paolini in una nota informativa, è in divenire, cioè soggetto a continui miglioramenti, correzioni, puntualizzazioni, ampliamenti, approfondimenti. Ed è proprio questo il pregio di una banca dati, quello di aggiornarsi costantemente e di essere sempre più preciso e più utile.