Arthemisia. «L'organizzazione procede spedita Dubbi? Solo sui palazzi veneziani» Alt Ma in Biennale ci si prepara a un intervento d'emergenza Il Padiglione Italia, affidato alle cure di Vittorio Sgarbi e considerato pericolosamente in bilico, a poco più di un mese dall'inaugurazione? In caso di necessità la Biennale è pronta a fare la sua parte per evitare figuracce internazionali, oltrettuto nell'anno delle celebrazioni del centocinquantenario a cui il Padiglione è collegato. Se n'è parlato informalmente nel cda di ieri, dopo contatti altrettanto informali col Ministero. D'altro canto, si fa notare, già nell'ultima edizione la struttura dell'ente era stata mobilitata per sostenere organizzativamente la partecipazione nazionale: senza beninteso che questo implichi la cura artistica del padiglione, nè tantomeno sborsare altri soldi, rispetto ai 700mila euro già stanziati dal ministero. Anche perchè di soldi ne sono già stati spesi un milione e 200mila per più che raddoppiare gli spazi del Padiglione Italia all'Arsenale, che ora può contare su circa 4000 metri al coperto più i 1500 del giardino limitrofo. Chi è convinta però che l'intervento della Biennale non sarà necessario è Jole Siena, presidente di Arthemisia, la società a cui è stata affidata («dal ministero, non da Sgarbi», assicura lei) la complessa organizzazione operativa della partecipazione italiana. «Ora che Sgarbi ha sospeso le dimissioni, rimettendosi alle decisioni del Ministro per l'assegnazione degli spazi necessari alle mostre extra Arsenale, abbiamo ripreso a lavorare alla grande. É chiaro che senza di lui, che è l'ideatore del progetto, non se ne farebbe nulla. Comunque le cose procedono bene, e il 5 maggio alla conferenza stampa a Roma saprete tutto». Ricapitolando, la partecipazione italiana è articolata in quattro nuclei: c'è l'Arsenale, che ospiterà i 200 artisti selezionati da un nucleo di intellettuali (da Magris, a Foster, a Kureishi), «e qui stiamo procedendo agli allestimenti», dichiara la Siena, che conferma anche l'esposizione dedicata a 400 studenti selezionati dalle Accademie di Belle arti d'Italia; ci sono quindi le mostre organizzate negli 89 Istituti di cultura italiana all'estero, «che stanno procedendo speditamente e senza intoppi»; ci sono poi le mostre nelle regioni, «a cui hanno aderito quasi tutte, alcune mettendoci a disposizione degli spazi, altre indirizzandoci a sedi private» (ma qui c'è in ballo l'utilizzo del marchio Biennale, che il cda dell'ente non intendere mettere a disposizione fuori Venezia): in questo caso un comitato di dieci critici ha scremato un migliaio di artisti su 3mila candidati: «Se qualcuno si è lamentato per non essere più stato contattato dopo una comunicazione iniziale - spiega la presidente - è perchè evidentemente non è stato selezionato»; infine ci sono le mostre veneziane extra Arsenale, sulle quali gravano i dubbi maggiori a causa dell'incertezza sugli spazi (Palazzo Grimani, Palazzo Marcello, Accademia e Ca' d'Oro) che Sgarbi avrebbe gestito in prima persona se non fosse stato bocciato alla Soprintendenza. «Qui effettivamente stiamo aspettando gli sviluppi - dice Jole Siena - ma non ho dubbi che la nuova soprintendente Giovanna Damiani presterà la sua massima collaborazione mettendo a disposizione altri spazi, al posto di quelli indisponibili per i lavori in corso». E c'è di più: la presidente di Arthemisia assicura anche di aver trovato gli sponsor privati che sosterranno le spese eccedenti i 700mila euro ministeriali, insufficienti per un progetto che lei stessa definisce «faraonico». Chi vivrà...
Venezia. L'enigma Padiglione Italia
L'organizzazione Arthemisia, a cui è stata affidata la partecipazione italiana alla Biennale, sta lavorando per evitare problemi con il Padiglione Italia, affidato a Vittorio Sgarbi. La struttura dell'ente ha già mobilitato gli spazi per sostenere la partecipazione nazionale, ma ci sono dubbi sulla gestione degli spazi veneziani extra Arsenale. La presidente di Arthemisia, Jole Siena, assicura che la partecipazione italiana è articolata in quattro nuclei e che le mostre stanno procedendo bene. Ci sono dubbi sulla gestione degli spazi veneziani extra Arsenale, ma Siena assicura che la nuova soprintendente Giovanna Damiani presterà la sua collaborazione per trovare spazi aggiuntivi.
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