S'insedia la nuova presidente dell'Istituto regionale, Giuliana Fontanella: "Servirebbe un nuovo Rinascimento» L'appello del vicegovernatore Zorzato: «Si occupa di cultura, ci sia vicino» Sono 239 su 4200 le ville venete catalogate in degrado VENEZIA Il giochino è semplice. Basta andare sul sito dell'Istituto regionale delle ville venete (www.irvv.net) e andare nella sezione «catalogo delle ville on line», mettere come parola chiave «pessimo» e il risultato provoca un certo effetto: sono infatti 239 su 4.200 le ville venete catalogate come in condizioni pessime. Certo, poi bisogna distinguere, se in stato pessimo è il corpo centrale o le pertinenze, se a versare in condizioni di degrado è la barchessa o qualche altra costruzione che fa parte del sistema villa, ma se si restringe il campo alle ville palladiane in condizioni pessime il numero si riduce sì a cinque, mai nomi sono pesanti: Villa Labia Martinelli a Cotogna Veneta in provincia di Verona, Villa Rustici Trissino, Da Porto, Marmi, Facchini, Rossi a Sarego (Vicenza), Villa Cerato a Montecchio Precalcino (sempre in provincia di Vicenza), villa Zeno a Cessalto e villa Contarini, Paccagnella a Piazzola sul Brenta (da non confondere con la villa Contarini, Camerini sempre a Piazzola sul Brenta, che è invece un gioiello acquistato recentemente dalla Regione Veneto). Non meraviglia, dunque, che ieri, nel bel meno della presentazione della nuova presidente dell'Istituto regionale delle ville venete, il vicepresidente della Regione, Marino Zorzato, abbia rivolto un appello al neo ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan: «Abbiamo un ministro veneto che si occupa di cultura, sia vicino anche lui alla nuova presidente, quando ero parlamentare mi ricordo che abbiamo fatto le nostre battaglie: i soldi ottenuti allora li stiamo spendendo ora...». Messaggio chiaro. E necessario. Perché è vero che l'istituto in sé gode di buona salute (bilancio da 12 milioni di euro l'anno, budget da 4,5 milioni), ma è chiaro che con i finanziamenti regionali ridotti a ogni finanziaria il potere propositivo dell'istituto sia notevolmente ridotto rispetto a un tempo. E l'obiettivo è invece quello di «trasmettere la cultura della villa veneta», far conoscere il modello di un sistema e inserirlo sempre di più nei circuiti turistici «C'è bisogno di un Rinascimento ha detto la Fontanella bisogna immaginare percorsi per far conoscere a noi veneti cosa abbiamo intorno». Attualmente l'istituto è un «facilitatore» di finanziamenti, concede mutui a tasso zero per le ville d'autore (Palladio, Scamozzi...) e mutui a tassi agevolati per le altre ville. Il 70 del budget viene usato per i mutui, il 25 accantonato per interventi sulle ville, «anche se il patto di stabilità ci impedisce di spenderli», come ha spiegato il dirigente Angelo Tabaro, che per tre mesi ha fatto il commissario dell'Istituto. Con quei soldi, per dire, la regione ha comprato ville in degrado e le ha rimesse a posto, come la villa Contarini di Piazzola («la nostra villa reale del Veneto», sempre secondo Tabaro) e villa Venier a Mira. L'ultimo 5 del budget va per i contributi. Resta da capire come intervenire sulle ville veramente in crisi. Per Tabaro quelle ridotte peggio sono villa Cerato (di cui si è occupato anche il Corriere del Veneto qualche tempo fa) e villa Zeno. Ma a sentire il presidente dell'associazione ville venete, Alberto Passi, «le ville in situazione più critica possono essere molte, perché noi teniamo conto non solo dello stato delle ville, ma anche dei problemi legati alle ville che corrispondono al aree interessate da nuove infrastrutture o costruzioni». Risponde indirettamente Zorzato: «A livello veneto abbiamo un tessuto urbano abbastanza complesso, che ha privilegiato lo sviluppo all'ambiente. Ora ragioniamo in modo diverso».
Ville venete, 200 in pessimo stato. Ora Galan ci dia una mano
La nuova presidente dell'Istituto regionale delle ville venete, Giuliana Fontanella, ha detto che il suo obiettivo è quello di trasmettere la cultura della villa veneta e farla conoscere ai turisti. L'istituto ha un budget di 12 milioni di euro all'anno e concede mutui a tasso zero per le ville d'autore e a tassi agevolati per le altre ville. Tuttavia, il potere propositivo dell'istituto è ridotto a causa dei finanziamenti regionali ridotti. La presidente Fontanella ha chiesto al ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan di essere vicino all'istituto.
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