L'oratorio del santo che lega Piemonte e Sardegna ha bisogno di lavori urgenti In questo Biellese dal patrimonio artistico stupefacente quanto sconosciuto, l'oratorio di San Grato in frazione Gurgo di Pettinengo ha una storia che merita di essere apprezzata. Chiuso da 20 anni, rischiava il crollo e un pezzo di cornicione aveva già messo a rischio l'incolumità dei passanti. La demolizione sembrava fatto scontato, ma l'attenzione del parroco don Ferdinando Gallu e la benefica lungimiranza del Circolo culturale Su Nuraghe lo stanno salvando. Don Gallu spiega: "A Pettinengo dopo il Concilio di Trento si edificarono nove chiese e mezza, perché quella dedicata a San Francesco è ai confini con Bioglio, i cui abitanti dicono: -La Madon-a l'è tuta nossa,'1 Signur mess a pr'un.- L'oratorio di San Grato è un gioiello architettonico che per esigenze di viabilità avrebbe dovuto essere demolito negli anni Settanta. Gli animi degli abitanti si divisero sulla questione, ma rimaneva aperta la questione della messa in sicurezza». La comunità sarda biellese, legata a don Gallu che predica nella lingua sarda, è intervenuta accollandosi l'onore e l'onere del recupero urgente e consistente. "La figura di Sant'Eusebio da Cagliari, patrono del Piemonte, unisce piemontesi e sardi - aggiunge Battista Saiu, presidente di Su Nuraghe -. Dalla scuola eusebiana uscì anche San Grato da Aosta, cui è intitolato l'oratorio di Pettinengo. Questo gioiello artistico, che ora a titolo pastorale liturgico, dopo l'autorizzazione del Vescovo, porta il nome di entrambi i Santi, è stato oggetto di un progetto definitivo di restauro. Tra difficoltà tecniche ed economiche nel 2008 abbiamo iniziato i lavori». I preventivi, accuratamente preparati, sono lievitati di molto; e all'aumento della spesa si sono aggiunti altri 30mila euro per il recupero della torre campanaria: poggiava su travi di legno marcito a causa delle infiltrazioni. 0ltre al grande valore architettonico, storico e culturale, si correva il rischio di perdere la memoria e la bellezza di un oratorio voluto e costruito con tanti sacrifici dalla popolazione - spiega don Gallu -. Sarebbe stato uno sgarbo alla maestria di chi l'aveva costruito così luminoso e curato nella forma; e lo snaturamento della frazione che lo ospita. La bella facciata di San Grato è infatti visibile dai paesi circostanti e si distingue anche da lontano per originalità e bellezza». Ma i contributi ottenuti dalle Fondazioni bancarie e in conto interesse dal ministero per i Beni culturali, sono finiti. Per proseguire con i lavori si sono impegnate 12 associazioni di Pettinengo e in due mesi hanno effettuato 330 ore per i lavori di ripristino. C'è bisogno del contributo di tutti per terminare l'oratorio: mancano 100mila euro a causa di lavori non preventivati. Chi vuole, puo' versare il proprio contributo sul cc 105719 della filiale Biverbanca di Pettinengo.
Biellese. San Grato, servono fondi per il restauro
L'oratorio di San Grato in frazione Gurgo di Pettinengo, in Biella, è un edificio storico e culturale che rischia di crollare a causa di infiltrazioni e manutenzione. Chiuso da 20 anni, è stato oggetto di demolizione, ma grazie all'intervento del parroco don Ferdinando Gallu e del Circolo culturale Su Nuraghe, è stato salvato. I lavori di restauro sono stati iniziati nel 2008, ma sono stati fermati a causa di difficoltà tecniche ed economiche. Ora, con l'aiuto di 12 associazioni locali, i lavori sono ripresi e si stanno avvicinando alla fine. Tuttavia, mancano ancora 100mila euro per completare il progetto.
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