L'ispettore onorario per l'archeologia ha riportato alla luce il quartiere medievale Maurizio Molinari, il territorio e la passione per l'archeologia. Nei suoi racconti, le scoperte fatte negli anni: i tesori nascosti che hanno accompagnato studi e soddisfazioni. Molinari fa parte del Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali della Valle del Sillaro a Castello, una associazione composta da volontari con la passione per l'archeologia, il cui presidente è Eolo Zuppiroli. Persone instancabili che svolgono attività didattiche nelle scuole, disegnano mappe e piantine dei luoghi, pubblicano libri, dvd e... scavano. Maurizio, castellano doc, è uno di loro. Ma è anche Ispettore onorario per l'archeologia del ministero dei beni e delle attività culturali. La competenza che possiede in campo storico-archeologico-sociale, frutto delle esperienze di scavo e di studio e la curiosità verso le civiltà del passato lo pongono al di sopra di ogni fatica o impedimento. «Una delle cose più importanti per un Ispettore onorario per l'archeologia spiega Molinari è la conoscenza del territorio e quindi capire l'evoluzione storica del paesaggio. L'Emilia Romagna è una delle aree più interessanti e densa di reperti. Castel San Pietro è un sito avvincente. Gli scavi effettuati nel 1986 nell'area della ex Chiesa di San Francesco, hanno evidenziato l'impianto di una villa di epoca romana, con annessa fornace». A Molinari si deve la scoperta, nel 1994, dell'antico quartiere medievale del 13esimo secolo, proprietà dei Pepoli, sotto Piazza XX Settembre, ora ricoperta dalla nuova pavimentazione, che rivelò l'esistenza di un'altra Rocca detta Grande, oltre quella ancora oggi esistente. Le mura perimetrali della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di epoca paleocristiana, portata alla luce in Via San Pietro, sotto il demolito cinema Bios, sono oggi ben visibili. Questa chiesa risulta eretta sopra un insediamento romano del II secolo a.c. Altri siti archeologici si trovano nei dintorni, forse lo scavo più noto è quello della città di Claterna, di epoca romana, lungo la via Emilia verso Bologna». Molinari, operatore archeologico per passione, ama esaminare il territorio dall'alto di un deltaplano ma anche fare escursioni a piedi. A volte trascorre lunghi periodi all'interno di Archivi di Stato e di Diocesi, per studi e ricerche storiche. Con la Soprintendenza dei Beni Archeologici ha portato avanti un progetto di ricerca e di scavo nelle provincie di Ferrara e Ravenna. Si sposta spesso in Italia, per effettuare interventi di emergenza, in casi fortuiti, ma la passione per l'archeologia lo porta anche all'estero, m Stati oltre oceano. A breve partirà per la Turchia dove trascorrerà almeno tre mesi, scavando, sudando, anche soffrendo ma felicissimo di riportare alla luce antichi, rari reperti. Per dirla con lui: «L'uomo è fatto di continue emozioni».