Abbandono e degrado in Arsenale Nell'area di proprietà militare regna l'incuria, lettera del Comitato al governo Ex Sommergibilisti, Sala d'Armi e una parte delle Corderie in rovina Pressing sul Demanio Vetri infranti, rovi ad aggredire mura secolari, grandi spazi lasciati all'incuria del tempo. In una parola: degrado, aggravato dall'abbandono, dall'assoluta mancanza di utilizzo e dal fatto che non si tratti di capannoni industriali, ma dell'Arsenale, cuore della potenza di Venezia. Ex-Sommergibilisti, Sala d'Armi, parte delle Corderie: le immagini scattate dal Comitato per la Restituzione dell'Arsenale a Venezia raccontano di enormi spazi storici di proprietà del Demanio militare ormai ad un passo del cedere al degrado senza ritorno. Da tempo si parla di un loro ritorno alla «vita vissuta», come prevede il protocollo d'intesa siglato dal ministero con il Comune di Venezia e la Regione Veneto per la valorizzazione di questi spazi che - pur restando di proprietà militare - verrebbero recuperati all'uso pubblico: la Sala d'Armi alla Biennale, la riconversione ricettiva per l'area ex-Sommergibilisti, una darsena all'Idroscalo. In realtà, per ora vince il degrado, mentre il Comune è impegnato con l'Agenzia del Demanio su un altro fronte, per il passaggio alla città - nell'ambito del federalismo demaniale, questa volta si con cambio di proprietà - dell'Arsenale Nord, civile. Trattativa che deve concludersi a giugno. Una soluzione - quella del passaggio in proprietà al Comune - che il Comitato vorrebbe esteso a tutto l'Arsenale, spazi militari compresi. Per questo i promotori - come spiega il portavoce Pierandrea Gagliardi - hanno scritto ai ministri veneziani Galan (Beni culturali) e Brunetta (Innovazione) per chiedere il loro intervento diretto. «In questi mesi è in atto un faticoso e positivo processo di passaggio di alcune aree dell'Arsenale dal Demanio civile al Comune», scrive il Comitato, «un processo di ritorno alla città che sta attirando forze ed energie nuove, creando progetti di riutilizzo capaci di insediare qui attività produttive di studio e ricerca. Un percorso necessario ed atteso da decenni, purtroppo ostacolato e in parte vanificato dal fatto che i due terzi delle aree dell'Arsenale rimangono in concessione alla Marina Militare, che da decenni continua a tenerle inutilizzate e chiuse alla città. Aree enormi di pregio abbandonate al de grado, con grave danno alla collettività». «La Marina militare», prosegue la missiva, «è presente ormai solo per rappresentanza e con il Centro studi militari dell'Adriatico, può benissimo mantenere la propria presenza usando gli spazi necessari e restituendo tutti gli altri alla città: oggi, tutti gli accessi sono off limits, chiusi dalla Marina militare, mantenendo l'Arsenale un luogo inaccessibile e lasciando grandi aree vuote e sottratte all'uso già approvato dal Consiglio comunale». Il Comitato è contario ad una valorizzazione turistica di spazi come l'ex caserma Sommergibilisti: Orsoni - sottolineando come ogni trattativa con la Difesa sulle destinazioni sia ancora da avviare - ha escluso una soluzione alberghiera, ma solo a foresteria strumentale alle attività dell'Arsenale.