VENEZIA È stato per anni l'ombra di Giancarlo Galan. Ora il portavoce diventa consigliere. Una diminutio? Un allontanamento politico? «Sono molto più felice così. Ora seguirò i progetti del ministro sul Nord con un occhio di riguardo sul Veneto. Priorità? Il nuovo palazzo del Cinema del Lido e l'inaugurazione delle Gallerie dell'Accademia». E su Tremonti? «I Beni culturali non hanno gli stessi tempi di altri settori, speriamo che il ministro non sia troppo rigido». E di Sgarbi, bocciato per la corsa alla Soprintendenza dice: «C'è chi merita il Padiglione italiano e chi la Soprintendenza». VENEZIA Non è più portavoce di Giancarlo Galan ma «consigliere per i progetti, le attività speciali e i rapporti istituzionali del ministero dei Beni culturali». Franco Miracco, i maligni dicono che fosse troppo di sinistra per fare il portavoce del ministro dei Beni culturali. E che il ruolo di consigliere è una «diminutio» per uno che per anni è stato molto di più di un portavoce. È così? «Magari Galan ha preso due piccioni con una fava (ride,ndr). Ma il piccione Miracco è contentissimo di questo nuovo ruolo. E quasi un cerchio che si chiude. Faccio quello che iniziai a fare a metà degli anni '70, a occuparmi di cultura sia dal punto amministrativo, organizzativo, di politica culturale. Sono molto grato a Galan, lo ritengo un premio, dopo dieci anni di portavoce sarebbe stato un po' grottesco andare da amici che conosco da trent'anni come Carandini o Settis, e presentarmi come il portavoce... Sarebbe stato imbarazzante. E' un ritorno a casa: molti di quelli che lavorano al ministero li conosco da una vita, molti soprintendenti pure. Molti hanno cominciato a lavorare con me quando mi occupavo di archeologia a Roma, molti erano miei studenti quando facevo gli esami all'università...». Che farà il consigliere Miracco? «Farò di volta in volta quello che Galan mi dirà di seguire. Sicuramente con un occhio di riguardo per le vicende culturali del Veneto, del Triveneto, ma anche del Nord. Penso che il ministro mi darà l'incarico di seguire alcune cose: alcune situazioni particolari di Venezia le darei per scontate. Per il ministro una delle priorità è sicuramente il nuovo palazzo del Cinema del Lido. E poi sicuramente il completamento e l'inaugurazione del polo museale dell'Accademia E poi ci sono altre situazioni per le quali il ministro ha già dimostrato di avere attenzione: per esempio è un suo desiderio forte dare compimento al codice Urbani per i Beni culturali, il Veneto era andato abbastanza avanti, mi auguro che ora possa ricevere una spinta ulteriore. Poi c'è il museo archeologico di Altino». Tutti progetti che hanno bisogno di una bella apertura di credito dal ministro delle Finanze. Non sarà stato controproducente l'attacco a gamba tesa di Galan al ministro Tremonti? Che ne pensa? «Certo, ora me la vedo dura andare a chiedere soldi a Tremonti... Ma in realtà la partenza col ministro non era stata negativa i soldi del Fus reintegrati, gli 8o milioni di euro per i beni culturali e i 7 milioni per gli istituti culturali e i soldi recuperati dalla deprivazione. Di sicuro c'è bisogno di un dialogo tra i due ministeri. Io non entro come non sono mai entrato nelle faccende politiche, anche perché quella polemica, come si vede dall'editoriale del Corriere di ieri, va ben oltre i beni culturali. Quanto a Tremonti e ai finanziamenti, un conto è polemizzare con le regioni del Sud che non hanno speso i soldi dei fondi europei, come ha fatto giustamente il ministro, un conto è applicare ai Beni culturali lo stesso metodo di finanziamento di altri ministeri: bisognerebbe avere capitoli di bilancio speciali. I tempi dei restauri o dei lavori delle soprintendenze sono altri, bisogna rafforzare gli organici. Tutte cose che non si possono considerare come altre opere. Speriamo che il ministro non sia troppo rigido...». Veniamo a Sgarbi. «Penso che le scelte fatte dall'amministrazione, e che hanno trovato il sostegno del ministro, siano difficilmente contestabili, se non altro perché ripropongono decisioni già avvenute e che non essendo state riconosciute a suo tempo hanno visto l'intervento della Corte dei Conti». Usciamo dal burocrate- «C'è chi ha avuto l'incarico di curare il Padiglione Italiano (come Sgarbi, ndr) e chi i stato ritenuto meritevole di guidare la soprintendenza di Venezia (come Giovanna Damiani, ndr)». Sgarbi lo farà questo Padiglione? «Dalle prime sagge parole della Damiani io penso ci siano tutte le condizioni. Di sicuro ci sono le condizioni all'interno dell'Arsenale, dove ci sono 4.000 metri quadri. Poi fuori la Damiani gli troverà qualche altro spazio in città, ammesso che trovi gli sponsor. E comunque senza marchio della Biennale». Il personaggio. Nato a Cervarese Santa Croce (PD) nel 1940. Vive e lavora a Venezia. Si laurea in Lettere e Filosofia con indirizzo Storico-Artistico alla Sapienza. Il curriculum. Tra le molte esperienze di lavoro legate al campo artistico-culturale, le più recenti sono: Portavoce del Presidente della Giunta della Regione Veneto dal 2001; membro del consiglio d'amministrazione del Centro Internazionale di Studi d'Architettura Andrea Palladio (Cisa Vicenza) dal 2003; membro del consiglio d'amministrazione della Biennale di Venezia dal 2004 al 2010; capo ufficio stampa della Giunta Regionale del Veneto e delegato dal presidente della Regione a seguire progetti in campo culturale e paesaggistico fino al 2010. Ai ministeri. Nel 2010 ha seguito Galan al ministero delle Politiche agricole e forestali. Ora è con Galan al ministero come consigliere istituzionale. La politica Nell'estate 2010 fonda con Massimo Cacciari l'associazione Verso Nord che nasce in chiave anti-Lega.
E adesso parlo come Miracco
Franco Miracco, il nuovo consigliere istituzionale del ministero dei Beni culturali, sostituisce Giancarlo Galan. Miracco è contento del nuovo ruolo e ritiene che sia un ritorno a casa, poiché conosce molti dei colleghi al ministero. Il ministro dei Beni culturali ha già indicato alcune priorità, tra cui il nuovo palazzo del Cinema del Lido e l'inaugurazione delle Gallerie dell'Accademia. Miracco spera di poter seguire alcune situazioni particolari di Venezia e del Veneto con un occhio di riguardo. Ha anche espresso il desiderio di dare compimento al codice Urbani per i Beni culturali e di completare il museo archeologico di Altino.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo