Per donare 20 preziosissime opere di Giorgio De Chirico, dal valore di 13 milioni di euro, aveva posto tre condizioni: che venisse realizzato un nuovo museo intitolato Carlo Bilotti, (il suo nome). Che fosse ospitato all'interno dell'Aranciera di Villa Borghese. E che venisse inaugurato entro e non oltre il 31 marzo 2006. Il consiglio comunale ieri le ha accettate tutt'e tre (con 36 voti favorevoli e uno contrario). I lavori inizieranno a gennaio e si concluderanno entro un anno. La decisione è stata presa in pochi mesi, alla velocità della luce, se si considerano i tempi che in questi casi richiede la burocrazia. La ristrutturazione dei locali (uno splendore) costerà circa 1 milione dì euro, somma racimolata raschiando quello che resta dei fondi per Roma capitale (ex legge 39690). Il personale dell'Ufficio Città storica, oggi ospitato nell'antico edificio, verrà trasferito nella vicina Casa dell'Orologio.E non ne farà un dramma. «Magnifico - commenta da New York Callo Bilotti, facoltoso collezionista italiano che da 45 anni si è trasferito negli Stati Uniti - sapere che entro un anno sorgerà il museo, il mio museo, è una notizia straordinaria. Anche se, lo confesso, non credevo fosse necessario addirittura il voto del consiglio comunale», Bilotti colleziona opere d'arte da quando aveva vent'anni. Oggi ne ha 70, dollari a palate, aerei privati e case sparse nel mondo. Ha frequentato la meglio gioventù dell'epoca, è stato amico personale di De Chirico. A Cosenza. sua città di origine, sta realizzando uno straordinario museo all'aperto, con sculture di Emilio Greco, Consagra, Mirò e dello stesso De Chirico. I suoi concittadini stavano per dedicargli - da vivo - una piazza, a costo di modificare le norme della toponomastica. «Col sindaco di Cosenza ho un ottimo feeling - riprende Carlo Bilotti. in passato presidente della Nina Ricci a Parigi e a capo di un noto industria della cosmetica - ma anche con Walter Veltroni. Gli dissi che ero rimasto incantato dall'Aranciera. Aggiunsi quello che volevo fare. E stato rapidissimo. Io considero un eccezionale politico "operativo", un uomo del fare». Ma perché questo cadeau proprio a Roma? «Perché è la mia seconda città natale. Ci sono i miei ricordi e appena posso ci torno». Un ruolo importante in queste vicenda lo ha avuto anche Luca Nitiffi, presidente della Commissione Roma capitale, che ha accelerato l'iter. «È una grande opportunità, un'occasione che andava realizzata nel migliore dei modi, in uno spazio che sarà prestigioso e accessibile a tutti». Del grande Maestro, scomparso nel 1978, verranno esposte opere metafisiche, classiche e figurative famosissime. Vanno dagli anni Venti agli anni Settanta, fanno parte della Carlo Bilotti collection. Ecco i loro nomi originali: The mysterious archeoligists; The archeologists ; Meubles dans une chambre; Le chevaux devant la mer. Cavaliere con due personaggi antichi in riva al mare; L'archeologo solitario; Guerrieri; Il consolatore; Autoritratto con testa di Minerva; Mistero e malinconia di una strada: Fanciulla con cerchio; Regate storiche a Venezia; Guerriero reggente un cavallo alla briglia; Canto d'amore; Interno metafisico con biscotti; Orfeo solitario; Cavallo; Cavaliere antico; Femme blonde de dos, e le sculture Oreste and Pilade e L'archeologo. Il progetto è già pronto. Le opere verranno collocate al primo piano dell'aranciera, mentre ai piano terra verrà realizzato uno spazio espositivo che ospiterà varie eventi. Ma le buone notizie non sono finite: i locali ospiteranno un'altra donazione: la prestigiosa biblioteca privata con i volumi di Maurizio Fagioli dell'Arco, il grande storico e critico d'arte allievo di Giulio Carlo Argan «La mission di questa iniziativa - spiega Robeto Bilotti, il nipote del mecenate, che vive a Roma e ha seguito passo passo il progetto di suo zio - non è certamente appendere 18 chiodi in un luogo sia pur prestigioso nel cuore di Villa Borghese. Ma dare vita a eventi culturali di levatura internazionale per attirare l'attenzione sulle donazioni e sul collezionismo, una cultura che nel nostro Paese stenta a decollare». L'accordo con il Comune di Roma prevede un altro recupero: la ristrutturazione della chiesa del Divino Amore di Villa Ada. Ospiterà i lavori di un artista inglese Damien Hirts, l'erede di Duchamp. Per Bilotti il modello sarà la Chapelle di Matisse in Provenza. «Se ne parlerà in tutto il mondo».