Roma. Il bassorilievo che a Bolzano orna l'ingresso degli Uffici finanziari e che riproduce Mussolini a cavallo e la scritta «Credere, obbedire, combattere» sembra avere i giorni contati, almeno così come lo si è visto finora. La commissione di esperti nominata per la modifica del monumento ha finito il suo lavoro, selezionando cinque progetti tra i 486 inviati al concorso di idee bandito ad hoc. Dunque, è confermato che con l'arrivo di Giancarlo Galan al ministero dei Beni culturali nulla è cambiato rispetto alla "concessione" dell'allora ministro Sandro Bondi alla Svp, che ha voluto fare del bassorilievo - e ancora di più del Monumento alla Vittoria - uno strumento di contrapposizione politica in chiave etnica. La richiesta che i partecipanti al concorso erano chiamati a soddisfare era di trovare una soluzione "condivisa" per l'opera, ovvero una soluzione che accontentasse le richieste della formazione politica di lingua tedesca senza urtare la sensibilità dei cittadini che da decenni convivono senza problemi con l'effigie del Duce. Le bozze arrivate in finale propongono progetti più o meno elaborati, dalla posa di alberi e piante sulla balconata del bassorilievo, alla citazione di Hannah Arendt - «Nessuno ha il diritto di obbedire» - da scolpire in tre lingue davanti all'opera, fino alla trasformazione della scultura in una sorta di palcoscenico teatrale. Il problema nel trovare una soluzione condivisa, però, è a monte, perché a creare polemiche e divisioni è stata l'idea stessa di modificare il monumento, che nel corso della sua storia non aveva mai creato reali frizioni tra i bolzanini.
Bolzano, ore contate per il duce a cavallo
A Bolzano, il bassorilievo che orna l'ingresso degli Uffici finanziari, che rappresenta Mussolini a cavallo, sembra avere i giorni contati. La commissione di esperti ha selezionato cinque progetti per la modifica del monumento, selezionando tra i 486 inviati al concorso. I progetti proposti sono stati selezionati con la richiesta di trovare una soluzione "condivisa" per l'opera, ma il problema è che l'idea di modificare il monumento è stata fonte di polemiche e divisioni tra i cittadini. I progetti proposti includono la posa di alberi e piante, la citazione di Hannah Arendt e la trasformazione della scultura in un palcoscenico teatrale.
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