Ha ragione libero quando scrive che la cultura è l'occasione persa della destra. Prendiamo il MiBac, il ministero di Beni culturali. Dà milioni coi barbatrucchi a schiere di passacarte (per dire: a Roma Santa Cecilia ha 128 impiegati, la London Philharmonic ha dubitato se assumere il 2lesimo...), poi non usa come si deve i fondi a sua disposizione, lasciandone inutilizzata la metà, come hanno dimostrato i dati pubblicati dal Sole 240re. Ora il ministro Galan ha negato a Vittorio Sgarbi la guida della sovrintendenza di Venezia per darla alla pur ottima Giovanna Damiani. «A volte non si può scegliere il più bravo, ma chi ha determinati requisiti. Che Sgarbi sia il più bravo, il più brillante e in grado di dare maggior appeal ai Beni Culturali non c'è dubbio. Ma non lo potevo nominare soprintendente a Venezia perché le leggi prevedono alcuni titoli e a lui ne mancava uno in particolare», ha detto al Carlino di giovedì. Chiaro? La bravura e la fama non sono titoli? Ma lo sapete che secondo questa logica Giuseppe Verdi (mai ammesso in Conservatorio) non potrebbe insegnare lo zufolo all'asilo? La Damiani ha dichiarato di essere stata scelta per curriculum. Però su Google a lei corrispondevano ieri 12200 risultati, a Sgarbi 749.000. Per difetto fa 61 volte in più. C'è una norma che impedisce di avere il meglio? Proponiamo una legge per cambiarla. La direttrice Recchia ha chiesto a Sgarbi che sembrava dimettersi dalla Biennale di decidere perché «il danno per questa incertezza è enorme» (Corriere della Sera del 22 aprile). Per l'incertezza? Il danno? Ma lo sa che uno come lui fa risparmiare tesoretti solo in pubblicità e uffici stampa, tanto è l'appeal? Scusatemi, ma le norme che vogliono titoli precisi per posti prestigiosi non sono marchingegni per nomine pilotate? La sindacatocrazia ha creato arzigogoli (questi sì ad personam) per fare suo qualsiasi anfratto della vita pubblica. Dunque faccio un appello a Galan: è un liberale, per favore si batta in difesa del genio. Non può lavarsi le mani del caso Sgarbi, augurandosi poi (il racconto del critico d'arte a questo giornale venerdì non è stato smentito) che vinca un ricorso al Tar. Non vogliamo ridurci a sperare che sia un giudice a metterci una toppa.
Ora non facciamo del caso Sgarbi un'altra sconfitta
Il ministro di Beni culturali, Galan, ha negato a Vittorio Sgarbi la guida della sovrintendenza di Venezia, affermando che Sgarbi non aveva il titolo richiesto. Sgarbi, invece, sostiene di essere stato scelto per la posizione in base al suo curriculum, ma ha meno risultati su Google rispetto a Damiani, che è stata nominata alla posizione. Il ministro Galan ha chiesto a Sgarbi di decidere se accettava o meno la nomina, ma Sgarbi ha rifiutato. Il caso ha sollevato questioni sulla logica delle nomine e sulla possibilità di avere il "meglio" per i posti prestigiosi.
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