Vittorio Sgarbi ha deciso di ricorrere in tribunale per chiedere la sospensione delle procedure di nomina di Giovanna Damiani a direttore del Polo museale di Venezia da parte del ministero dei Beni culturali. Lo hanno annunciato gli avvocati del critico d'arte Giampaolo Cicconi ed Enrico Fioretti spiegando che oggi depositeranno al Tribunale del lavoro di Roma «un ricorso di urgenza». Nel ricorso - hanno spiegato gli avvocati - si sostiene anche che «Sgarbi stesso è l'esclusivo vincitore della selezione» e c'è la riserva «di richiedere nel successivo giudizio di merito il risarcimento dei danni pari ad un milione di euro». La somma - hanno aggiunto i legali - dovrà essere devoluta dal ministero in gran parte «per ovviare agli scempi commessi sull'Ara Pacis; per migliorare la pavimentazione di Piazza Santa Maria Novella di Firenze, con sostituzione delle panchine che violentano la piazza stessa; perla ricostruzione della Antica Osteria del Pino e di Villa Bianchi di Morazzone; per rendere più decente la Piazza di Catanzaro; per migliorare i restauri de Il Museo della Reggia di Milano e altro». La scelta di Giovanna Damiani a guidare la Soprintendenza al Polo Museale Speciale di Venezia era arrivata nel pomeriggio del Venerdì Santo. Sgarbi aveva inviato alla collega «i migliori auguri di buon lavoro nelle condizioni che le saranno date», confermando però l'azione legale contro il direttore generale che aveva firmato la nomina, Antonia Pasqua Recchia. Toscana, classe 1953, una specializzazione triennale in archeologia e storia dell'arte e un curriculum fitto di incarichi, docenze, direzione di restauri, pubblicazioni, Giovanna Damiani è stata preferita ad altri cinque dirigenti e a Vittorio Sgarbi che per il ministero è un semplice funzionario ed ha meno titoli.