Augusta. I giovanissimi augustani sollecitano la valorizzazione dell'area di Megara Hyblaea. Gli alunni della classe III C della scuola secondaria di primo grado del III Istituto Comprensivo «Salvatore Todaro», scrivono al sindaco Carrubba per ringraziarlo di aver messo a disposizione i mezzi del Comune per visitare loro, il sito archeologico. «Attraverso la lezione teorica tenuta a scuola dall'architetto Pugliares abbiamo appreso che questa città, fondata dai Greci nel 750 a.c., è stata una delle prime colonie greche della Sicilia. Ci è stato detto che molti turisti, soprattutto greci, visitano questo sito per scoprire le radici della loro storia e cultura. Solo alcuni di noi erano a conoscenza dell'esistenza e della storia di questa colonia greca». Sottolineato lo stato di abbandono in cui versa l'area, problematica già sollevata proprio nei giorni scorsi in occasione dello spettacolo della XIII Settimana della cultura. «E' stato davvero sorprendente - aggiungono gli alunni - scoprire le origini della nostra città, ma abbiamo dovuto lavorare molto di fantasia per capire la struttura e le caratteristiche di questo sito a causa della totale incuria in cui versa». Il luogo, circondato dalle industrie, è pieno di folta vegetazione spontanea che nasconde i resti, mancano i sentieri dove camminare e ammirare le rovine. «Siamo veramente amareggiati del fatto che la nostra storia sia così deturpata e con questa lettera vogliamo far sentire la nostra voce non solo al sindaco, ma anche agli organi competenti affinché si attuino interventi perché questo sito possa essere meta di turisti e di noi augustani». Anche l'assessore alla Cultura, Giovanna Fraterrigo, ha acceso i riflettori sulla problematica e relativamente allo spettacolo svoltosi il 17 aprile scorso ha dichiarato: «Per Augusta è un altro passo importante per proiettare la città verso un futuro che la vuole protagonista anche per l'arte, la storia, il turismo. Sino ad ora siamo stati conosciuti solo perché rivestiamo il ruolo degli "sfortunati" che abitano, risiedono nel triangolo maledetto, oggi vogliamo dimostrare, con la valorizzazione di tutto il nostro territorio, che la crescita economica-industriale può coniugarsi perfettamente con la crescita culturale; per questo abbiamo ritenuto importante scommettere su Megara Iblea, sito archeologico splendido, che si trova proprio a ridosso della zona industriale, da dove è possibile vedere, in un connubio naturalistico unico, le industrie, la montagna (l'Etna), il mare e la storia, la terra culla delle più antiche civiltà e dell'economia antica». A. S. 26042011