Il museo di Calci batte, e di gran lunga, S. Matteo e Palazzo Reale CARLO VENTURINI PISA.I reperti di storia naturale possono battere Donatello, Masaccio e il Ghirlandaio? Sembrerebbe proprio di sì stando ai dati, per alcuni versi impietosi, del numero di visitatori e incassi dei musei statali. Il museo della Certosa monumentale di Calci batte senza se e senza ma, sia il museo Nazionale di San Matteo che quello di Palzzo Reale. Non solo li batte, ma li surclassa. Nel 2010, stando ai dati del ministero dei Beni culturali, la Certosa è stata visitata da 21mila persone per un incasso lordo di poco meno di 33mila euro. Il bellissimo e prestigioso Museo nazionale di San Matteo, scrigno di opere di Donatello, Beato Angelico, Ghirlandaio, Andrea Pisano, Gentile da Fabriano, è stato ammirato da poco più di 11mila visitatori per il magro incasso di 22.114 euro lordi. Uno scrigno, dunque, per pochi eletti o cultori di nicchia della storia dell'arte. Purtroppo, il museo di Palazzo Reale è il fanalino di coda di questa classifica perché ha solo 2.657 visitaori annui per un bottino di circa 3.300 euro lordi l'anno. I paganti, tra i visitatori di Palazzo Reale sono solo 876. Un peccato perché chi ha potuto entrare dentro questo splendido edificio in lungarno Pacinotti ha potuto vedere le opere di Bronzino, Canova, Raffaello e Rosso Fiorentino. Inoltre l'idea di aprire le sale del palazzo per la musica concertistica di Maurzio Baglini e di Dario Marianelli, è stata azzeccatissima ed ha consentino agli appassionati di musica di dare un'occhiata alle sale del museo. Giusto un'occhiata però, visto che i custodi richiamavano subito questi visitatori "occasionali" in quanto il museo era chiuso. Se poi guardiamo i dati del circuito museale di San Matteo e di Palazzo Reale, i biglietti unici staccati sono 224 per un incasso di soli 712 euro. Ma torniamo a sua maestà la Certosa che, zitta zitta, rappresenta un motore turistico di quelli silenziosi ma di primaria importanza per l'intero territorio provinciale dei Monti pisani. «Siamo particolarmente soddisfatti di questi risultati - ha detto l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo - ed anche quest'anno le cifre saranno importanti visto che abbiamo un boom del più 30 di prenotazioni su Calci e Monti pisani». In realtà, a Calci si è instaurato un circuito virtuoso turistico che vede protagonisti i tanti turisti francesi e tedeschi che sono amanti delle natura ma anche della cultura, dei paesaggi naturali ma anche storici ed architettonici. «Abbiamo spostato l'ufficio informativo turistico dal centro di Calci alla Certosa in modo che i tanti visitaori possano essere informati anche su quanto offre la città di Pisa in termini di eventi e monumenti»: dice ancora l'assessore Sanzo. E chissà che grazie alle celle dei monaci certosini, agli affreschi settecenteschi e al contiguo museo di storia naturale, si riusciranno ad inviare turisti di qualità anche sui lungarni pisani. Un perla attrattiva del centro storico pisano è e rimane il Palazzo Blu dove, ricordiamo, nel 2010 ben 85mila sono stati i visitatori alla mostra di Mirò. Altri numeri dunque, così come hanno altre dimensioni le cifre dei visitatori di piazza dei Miracoli che indicano cifre superiori ai 3 milioni. Peccato che, dunque, nel centro storico pisano, arrivi una piccola percentuale dei turisti che gravitano su piazza dei Miracoli.
PISA - Medaglia d'oro dei visitatori alla Certosa
Il museo di Calci, la Certosa monumentale, batte i musei statali di San Matteo e Palazzo Reale di Pisa in termini di visitatori e incassi. Nel 2010, la Certosa ha ricevuto 21mila visitatori e 33mila euro di incassi, mentre il Museo nazionale di San Matteo ha ricevuto 11mila visitatori e 22.114 euro di incassi. Il Palazzo Reale ha ricevuto 2.657 visitatori e 3.300 euro di incassi. I visitatori di Palazzo Reale sono stati solo 876, mentre la Certosa ha ricevuto visitatori di alta qualità. Il circuito museale di San Matteo e di Palazzo Reale ha registrato 224 biglietti unici per un incasso di 712 euro.
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