Buona tavola in mezzo ad affreschi settecenteschi. L'apertura giovedì 28 A Palaia villa Dal Borgo si trasforma in un ristorante Il cuore di un antico palazzo torna a vivere a Palaia nelle vesti di ristorante. Si tratta di palazzo Dal Borgo, meglio noto come villa Dal Borgo. Ieri ha offerto agli avventori i suoi affreschi settecenteschi a cornice di un servizio alla portata di tutti: «Accessibile a chi ha pochi soldi come a chi ha il portafogli gonfio», spiega la proprietaria, Carla Consoloni, che con l'apertura vede finalmente realizzato il sogno di una vita. Il locale offre prodotti nostrani e piatti tradizionali del luogo a prezzi abbordabili, dal baccalà in umido al sugo di coniglio boscaiolo. Ma dietro a quello che si chiamerà ristorante Bacciomeo, in memoria del capostipite dei Dal Borgo, antichi proprietari del palazzo, si nasconde una storia di sacrifici lunga 27 anni. Tutto inizia alla fine degli anni '70. Carla Consoloni lavora nel campo del tessile, come terzista per la famiglia Marmugi, che nel Sessanta portò da Empoli a Palaia la produzione di abbigliamento. «Nell'84 - ricorda Consoloni - mi proposero di acquistare la ditta. Accettai, ma in parte, per paura di fare il passo più lungo della gamba». Alcuni locali del palazzo, situati al primo piano e trasformati in laboratorio, diventano dunque di sua proprietà. Già questo è il coronamento di un antico desiderio: «Provengo da una famiglia povera - spiega la signora - e avevo sempre sognato di muovermi in un palazzo del genere». In quei locali hanno lavorato decine di persone alle dipendenze di Consoloni, cucendo cappotti, giacche e impermeabili. Nel 2011 la concorrenza obbliga a chiudere: «Prima di farlo mi preoccupai di trovare un ripiego per le 25 persone che ancora lavoravano per me». L'impiego di tecnico di produzione per una ditta empolese le permette comunque di accumulare risparmi. Nel 2005 i primi restauri, eseguiti in accordo con la Sovrintendenza. «Non è stato facile - confessa Consoloni - ho dovuto investire molti soldi, aprire un mutuo, ma mi ero promessa che avrei fatto in modo che tutti potessero godere di questi spazi». Per concretizzare, Consoloni si è rivolta a uno studio di architetti: «La difficoltà consisteva nel conciliare le direttive della Sovrintendenza con le normative per l'apertura del ristorante», spiega la dottoressa Cristina Visconti. «Abbiamo anche scoperto ulteriori affreschi dietro l'intonaco di una stanza - riprende Consoloni - che spero allieteranno i nostri clienti». L'obiettivo è proprio quello: «Unire storia, tradizione e buona cucina. Mia figlia Monia si è documentata e spiegherà agli interessati il passato di questi locali e il significato degli affreschi, che rappresentano Palaia». Dopo l'inaugurazione di ieri, con un aperitivo lungo, la ristorazione partirà giovedì 28.