LAnpi contro il soprintendente Gizzi: la Resistenza è di tutti Il presidente Amoretti: "Scriverò una lettera per raccontargli la nostra storia" Resistenza e polemiche. Nel 66esimo anniversario della Liberazione, domani il vicesindaco Tino Santangelo deporrà due corone dalloro: una alle 10.30 al Mausoleo di Posillipo e laltra alle 11 in piazza Carità, davanti al monumento a Salvo dAcquisto. In questa seconda occasione sarà presente anche lAnpi, che poi si recherà in piazza Matteotti e al Ponte della Sanità, da qualche settimana dedicata alla combattente delle Quattro Giornate Maddalena Cerasuolo. Ma sullanniversario si allunga lombra della polemica che contrappone il soprintendente Stefano Gizzi al sindaco Rosa Russo Iervolino, in seguito alla scelta di destinare lex chiesa di San Severo al Pendino a sede del Museo della Resistenza. Scelta non condivisibile, secondo Gizzi, non concordata con la Soprintendenza e segnata da «ovvie implicazioni politiche». Insorge Antonio Amoretti (nella foto), 83 anni, presidente dellAnpi napoletana: allassociazione dei partigiani sarà affidata la gestione del museo. «Evidentemente il soprintendente non sa cosè lAnpi, non conosce la sua storia: gli scriverà una bella lettera», dice Amoretti. «Siamo un ente morale, lunica politica nella quale ci riconosciamo è la difesa della Costituzione antifascista. Avevamo chiesto al Comune di istituire un Museo della Resistenza nella Galleria Principe di Napoli, ma non è stato possibile e allora la scelta è caduta su San Severo. Utilizzeremo quei locali per iniziative culturali, ripuliremo gli spazi ridotti a deposito e si potranno creare anche nuovi posti di lavoro. Liniziativa si inserisce pienamente nel progetto del Parco della memoria promosso da "Repubblica" e nel caso di Napoli arriva anche in ritardo rispetto ad altre città italiane». Guido DAgostino, presidente dellIstituto campano per la storia della Resistenza, trova «stonata» la posizione di Gizzi. «Mi aspetterei questa presa di posizione dalla Curia: la Soprintendenza interviene quando cè un conflitto su un monumento civile, non per una chiesa, per quanto da anni non più adibita al culto. Quanto alle implicazioni politiche che Gizzi attribuisce alliniziativa - conclude DAgostino - diciamo che si tratta di un lapsus. La Resistenza non è una cosa di sinistra, è patrimonio di tutti. Ma conosco Gizzi, è un galantuomo, escludo si sia prestato a polemiche strumentali».