Una carovana di amministratori e politici si è inerpicata sulla sommità della discarica di Case Passerini per osservare larea È stato il sindaco di Sesto a volere la visita: assenti le giunte fiorentina e pratese Se si sposterà il Fosso Reale la Firenze-Mare dovrà essere alzata di sette metri «Guardate lautostrada: la striscia dasfalto della pista arriverebbe fino allaltezza del distributore. E altri 2-300 metri se ne andrebbero per la fascia di salvaguardia. Qui la pista non centra», dice il sindaco di Sesto Gianni Gianassi. «Avete visto quanto spazio? Più vedo la Piana e più mi convinco, il parco ci sta anche con la pista», ribatte il presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale Eugenio Giani. E quasi mezzogiorno e la carovana di sindaci, amministratori e politici è sulla sommità della discarica di Case Passerini, la collina dei rifiuti che torreggia sul lembo di terra più conteso della storia politica fiorentina. Al sopralluogo «sul campo» voluto dallo stesso Gianassi mancano solo la giunta fiorentina e quella pratese. E sotto il cielo grigio di questo fine settimana pasquale, svettano sullo «skyline» della città la cupola del Duomo e il Palagiustizia ad un tiro di schioppo. Quasi non si avverte lolezzo perforante che nei giorni ventosi veleggia fino a Novoli. Si avverte invece lodore acre dello scontro di casa Pd. La Piana, Prato le due Province da una parte, la Regione e Palazzo Vecchio dallaltra. Nero e bianco, perfino davanti allo stesso quadro. Qualcosa di più però di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Perché comunque la si veda, realizzare la pista parallela è unopera faraonica. Per il conto economico che comporta. Per fare la pista si dovrebbero espropriare ben 120 ettari di terreno privato. In pratica, lintero fabbisogno. A quale prezzo? Il Polo scientifico di Sesto, che si trova proprio sopra la pista futuribile, si è visto chiedere 200 euro al metro per la cassa di espansione idraulica. Ma lesproprio è solo linizio. Cè da spostare lo svincolo autostradale per Sesto. E cè, soprattutto, da spostare il Fosso Reale. Che non in realtà un fosso ma un canale pensile a 6 metri dal livello del suolo. E visto che oggi attraversa lautostrada più o meno a metà della lunghezza della ipotetica pista parallela dovrebbe essere portato più a nord. Con la conseguenza di dover innalzare di almeno 7 metri lattuale carreggiata dellautostrada, cioè dellimbocco della Firenze Mare. Non è finita. Cè da spostare la stessa cassa despansione idraulica del Polo scientifico, situata proprio sulla direzione della pista. E cè da spostare anche loasi della Querciola, dove i Cavalieri migrano arrivando puntualmente il 13-14 marzo di ogni anno per poi ripartire a fine agosto. Per non parlare delloasi di Focognano, che verrebbe asfaltata. Ma chi paga? Chi tira fuori i soldi? Secondo i conti fatti dallassessore allurbanistica di Signa Paolo Pecile (che è stato anche amministratore dellaeroporto), cè bisogno di qualcosa come 220 milioni di euro. Una cifra enorme. Che, stante le difficoltà finanziarie del pubblico, non potrà che arrivare dal privato. Ma quale se lo stesso Pecile, davanti alla commissione regionale, ha fatto presente che lattuale società di gestione non è in grado di sostenere più di 30-40 milioni dindebitamento? Eppoi: «Ammesso che ci sia un privato disposto a tirar fuori questi soldi, quanti milioni di passeggeri dovrebbe movimentare Peretola per coprire linvestimento?», chiedono i sindaci della Piana, Alessio Biagioli (Calenzano), Adriano Chini (Campi), Alberto Cristianini (Signa) e Gianassi. Rinnovando la richiesta di un piano industriale centrato sulla pista parallela per capire di cosa e di quanto parliamo. «Senza il piano industriale rischiamo di fare solo una discussione astratta», mandano a dire al governatore Enrico Rossi. Una vera e propria sfida, visto che a stare ai conti dellassessore Pecile, gli unici fin qui presentati, laeroporto di Firenze avrebbe bisogno per rientrare dagli investimenti di un numero di passeggeri di gran lunga superiore al bacino potenziale della Toscana centrale. Le difficoltà urbanistiche, la complessità delle opere, i soldi: «Sapete come andrà a finire? E dagli anni 90 che abbiamo detto di voler fare il termovalorizzatore», dice Gianassi indicando larea sottostante la discarica destinata ad accogliere limpianto e il camino di 70 metri. Ma non prima del 2016-2017: «Immaginatevi dunque se si vuole realizzare unopera come la pista parallela che non ha neppure il consenso delle amministrazioni - conclude Gianassi - la storia italiana dice che non si farà mai».
Toscana, Piana. "La pista non centra". "Guardate quanto spazio". Gianassi e Giani, ovvero i mondi paralleli del Pd
Una carovana di amministratori e politici si è recata sulla sommità della discarica di Case Passerini per discutere della pista parallela che dovrebbe essere realizzata sulla sommità della collina. Il sindaco di Sesto, Gianni Gianassi, ha voluto la visita e ha espresso la sua convinzione che il parco ci sta anche con la pista. Il presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale Eugenio Giani ha ribattuto che la pista non centra e che il parco è già presente. La carovana è stata organizzata per discutere della pista parallela, che dovrebbe essere realizzata con un costo di 220 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo