CENTRO STORICO. Malgrado i restauri siano stati ultimati otto mesi fa la chiesa di San Giovanni resta chiusa Gli interventi di alcune opere di massima urgenza nell'edificio religioso dell'Origlione si sono conclusi da oltre otto mesi e la chiesa è rimasta ugualmente chiusa. In attesa del "miracolo" di una apertura andiamo a raccontarvi la storia. Fu edificata all'inizio del '600 per volontà dei benedettini che avevano un appezzamento di terreno limitrofo al monastero, poi andato distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Proprio sull'area di risulta del monastero è stata costruita la scuola media statale "Giovanni Verga". Scrive Mario Di Liberto nel "Nuovissimo stradario storico della città di Palermo: "L'origine del nome Origlione è oscura: per lo storico Rocco Pirri esso deriva dal francese antico 'rigliuon', religione; per altri dal cavaliere francese Erberto d'Orleans (Herbertus de Aurilianis). Mongitore riporta alcuni documenti, di cui uno addirittura del 1264, nei quali è citato il monastero di San Joannis de Ruchono". La posa della prima pietra, secondo lo studioso Giuseppe La Barbera, avvenne nel 1620. Furono scelte maestranze locali guidate dal monaco benedettino Francesco Serra. Nella chiesa ha operato Pietro Novelli. Sembra che intorno al 1629 abbia dipinto degli affreschi, poi andati perduti. In quel periodo l'artista originario di Monreale aveva lavorato anche nel refettorio di San Martino delle Scale, dove aveva realizzato un "Daniele nella fossa dei leoni". Probabilmente il Novelli operò nella chiesa di San Giovanni dell'Origlione dopo gli interventi fatti a San Martino delle Scale. A quel tempo a Palermo c'era come vicerè Francesco Fernandez de la Cueva duca di Albuquerque, il quale fece innalzare in piazza Bologni la statua di Carlo V, opera di Scipione Li Vorsi e, nel Piano del Palazzo, quella di Filippo IV. La città era animata da un forte fervore di rinnovamento. Palermo usciva da un periodo tremendo legato alla peste del 1624. Risale a quel tempo il culto di Santa Rosalia, che fece scemare il terribile morbo. Durante le processioni, accanto alle altre sante implorate, venne aggiunta Santa Rosalia, le cui ossa - si disse - erano state rinvenute sul Monte Pellegrino. Un collegio di periti medici e di alti prelati si dichiarò disposto a riconoscere tra le ossa rinvenute quelle della vergine romita della Quisquinia. E torniamo alla chiesa di San Giovanni dell'Origlione. Molto interessante un documento in mano ad un collezionista, che parla della pavimentazione della chiesa di San Giovanni dell'Origlione. Furono fornite nel 1653 mattonelle in pietra bianca ed in maiolica caltagironese. La pietra bianca veniva usata per includere in rifasci mattonelle maiolicate che così potevano meglio stagliarsi, formando riquadri a guisa di grandiosi cassettoni dipinti, tutti uguali nelle dimensioni ma tutti vari nella decorazione. V. P. 23042011
SICILIA - Porte ancora sbarrate all'Origlione
La chiesa di San Giovanni dell'Origlione, costruita all'inizio del '600 per volontà dei benedettini, rimane chiusa nonostante gli interventi di restauri conclusi otto mesi fa. La chiesa fu edificata sull'area di risulta del monastero distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La sua pavimentazione fu realizzata con mattonelle in pietra bianca e in maiolica caltagironese nel 1653. La chiesa ha ospitato l'artista Pietro Novelli, che ha dipinto degli affreschi nel 1629. La chiesa è stata costruita durante un periodo di forte fervore di rinnovamento a Palermo, dopo la peste del 1624 e il culto di Santa Rosalia.
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