Danno da 4 milioni per lo stop dei lavori sulla balza Acradina. Ieri è stato presentato ricorso al Tar dall'impresa che sta realizzando l'edificio a ridosso della palestra Acradina contro la Soprintendenza per la sospensiva di 30 giorni imposto sui lavori iniziata il 4 aprile, con una richiesta di risarcimento danni di poco inferiore ai 4 milioni, appunto. A distanza di una settimana dall'apertura del cantiere, infatti, la Soprintendenza ha deciso di fermare tutto per completare l'esplorazione archeologica dei manufatti. Dal 12 aprile, la ditta ha dovuto sospendere i lavori nelle more della determina che potrebbe comportare la richiesta di eventuali varianti progettuali. Davanti agli occhi delle due archeologhe che seguono i lavori su mandato del Comune, dagli scavi è emersa solo una cava esaurita, individuata quale latomia di superficie di epoca greca. Proprio partendo da questi ritrovamenti è stato deciso di rinviare tutto di 30 giorni, ma il privato, forte dei pareri positivi della stessa Soprintendenza (sezione beni paesaggistici) e della commissione edilizia e della concessione edilizia ottenuta il 25 febbraio scorso, ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo per impugnare la sospensiva. Motivo del contendere, infatti, sarebbe la collocazione dell'edificio in costruzione rispetto alla latomia rinvenuta, dato che questa dovrebbe essere mantenuta intatta, ma inglobata nell'androne del costruendo palazzo di 4 piani, e le possibili nuove scoperte nella stessa area. Anche se pare che nient'altro sia stato ritrovato. Lo stop ai lavori, dunque, non dipende da eventuali indagini della Procura - come sottolineato da Sos Siracusa - ma solo da un contenzioso con la Soprintendenza. Proprio il comitato degli ambientalisti, intanto, ha organizzato per stamani un sit-in per protestare contro entrambi i cantieri aperti sulla balza Acradina. 23042011
SICILIA - Balza Acradina. Per lo stop ai lavori chiesti 4 milioni
La Soprintendenza per la sospensiva ha fermato i lavori sulla balza Acradina per completare l'esplorazione archeologica dei manufatti. La ditta che sta realizzando l'edificio ha presentato ricorso al Tar per un risarcimento danni di poco inferiore ai 4 milioni. La Soprintendenza ha deciso di fermare i lavori dopo aver individuato una cava esaurita di epoca greca. La ditta ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo per impugnare la sospensiva. Il motivo del contendere è la collocazione dell'edificio in costruzione rispetto alla latomia rinvenuta.
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