Primo approccio concreto della commissione urbanistica con il Piano particolareggiato per Ortigia . Solo circa venti tavole, sulle ottanta complessive del piano, sono state illustrate ieri, attraverso una proiezione nei locali di via Brenta. I consiglieri hanno chiesto di avere anche su supporto cartaceo oltreché su dvd, tutto l'elaborato, con particolare riferimento alla parte progettuale, che appare ancora assai complessa e in via di definizione. Ieri, l'assessore comunale, Ferdinando Messina, ha mostrato le tavole relative allo stato di fatto, agli aspetti che ricostruiscono le varie fasi urbanistiche di Ortigia, a partire dal periodo greco, alla popolazione residente e fino alle attività economiche insediatesi nell'isolotto. Solamente nel prossimo incontro, che sarà preceduto mercoledì dal sopralluogo all'ex convento di Sant'Agostino, contenitore pubblico restaurato e non utilizzato, si passerà all'esame delle cosiddette tavole progettuali. Ieri, oltre a Messina, erano presenti, gli ingegneri Pietro Mirarchi e Pietro Fazio e l'architetto Occhipinti dell'ufficio Ortigia, che hanno risposto ad alcune domande dei consiglieri. «Si tratterà adesso di operare delle scelte - rileva il presidente della commissione urbanistica Salvo Sorbello - avendo come unico obiettivo il bene comune e cioè quello di restituire Ortigia ai siracusani, che ne sono stati espulsi, dal momento che i residenti attuali, circa 4700, rappresentano il livello minimo in tutta la storia della nostra città. I soldi pubblici, e la scelte delle destinazioni da assegnare ai singoli edifici, devono avere l'obiettivo di utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili, invece di costruire in periferia nuovi immobili. E questo deve valere non solo per i privati, ma anche per gli enti pubblici, che non danno il buon esempio quando non ristrutturano gli edifici di loro proprietà e preferiscono costruirne di nuovi». Graziella Ambrogio 23042011