Oltre 500 ingressi nel museo Palmento e Frantoio Midolo di via Villafranca. Sebbene venga aperta al pubblico solo su richiesta e preferibilmente di mattina, a causa dell'insufficienza di personale e dell'assenza di sistemi di deumidificazione, a sei mesi di distanza dal giorno in cui è stato inaugurata, la struttura museale ha tuttavia accolto ben 514 visitatori. A fornire questi dati è il direttore della biblioteca comunale «G. Bianca», Salvatore Caldarella. Sono proprio i dipendenti del «tempio della cultura» ad occuparsi delle prenotazioni e delle visite guidate nel museo di via Villafranca. Nonostante le provvisorie modalità di fruizione siano decisamente ambigue, pare che ciò non abbia scoraggiato i cittadini a rivolgersi agli addetti al servizio e recarsi nella struttura museale. C'è però anche chi, come nel caso di un turista occasionale bazzicato in zona nei mesi scorsi, non sia riuscito a spiegarsi il perché del fatto che il portone d'ingresso del Museo fosse stranamente chiuso. Non è quindi una coincidenza se a far raggiungere, nonostante tutto, una cifra tanto elevata di visitatori siano state principalmente le scolaresche. «Sono stati davvero tanti - spiega Caldarella - i dirigenti scolastici della città che, in questi mesi, hanno organizzato, con le proprie classi, una visita nel museo». Un po' meno frequenti, invece, i singoli visitatori. «Un numero nettamente inferiore - precisa il direttore della "G.Bianca" -, ma ugualmente inaspettato, di fruitori soli o in coppia. Gli ultimi a metter piede nel frantoio sono stati gli studenti francesi che hanno fatto lo scambio culturale con i coetanei avolesi». Emanuela Tralongo 23042011
SICILIA - Museo Palmento: in pochi mesi oltre 500 visitatori
Il museo Palmento e Frantoio Midolo di via Villafranca ha accolto oltre 500 visitatori in sei mesi, nonostante le modalità di fruizione siano provvisorie a causa dell'insufficienza di personale e dell'assenza di sistemi di deumidificazione. I dipendenti del museo si occupano delle prenotazioni e delle visite guidate. Le scolaresche sono state le principali fonti di visitatori, con molti dirigenti scolastici che hanno organizzato visite con le loro classi. I singoli visitatori sono stati meno frequenti, ma ugualmente inaspettato. Gli studenti francesi sono stati gli ultimi a visitare il museo, partecipando allo scambio culturale con gli studenti locali.
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