La proprietà della Lenzi lancia un sondaggio su un sito Internet IL QUARTIERE DA RECUPERARE Confronto per una soluzione condivisa da presentare al Comune entro fine estate Un nuovo progetto, condiviso e meno impattante, per recuperare davvero le ex Officine Lenzi, il grande stabilimento metalmeccanico lungo la ferrovia a S. Concordio, a due passi dalle Mura, andato in crisi negli anni Settanta e poi ceduto all'asta fallimentare. Da oltre 30 anni si parla di progetti di recupero, più o meno osteggiati, e dal 2007 la proprietà, Seven Spa, ha in mano l'autorizzazione a costruire concessa dall'amministrazione comunale e legata ad una convenzione in base alla quale al Comune devono andare una superficie di circa 3mila metri da adibire a parcheggio e un'area verde. Sulla base del progetto commissionato all'architetto Paolo Portoghesi nel 2001, la Seven potrebbe aprire il cantiere per realizzare fino a 85mila metri cubi di costruzioni, più un parcheggio interrato su due piani. Nell'area delle ex Lenzi potrebbero sorgere uffici (nello "steccone" parallelo alla ferrovia) per il 65 della parte edificabile, oltre ad una quindicina di appartamenti, ad una residenza alberghiera e a negozi di quartiere. La superficie coperta dal progetto è di 7.428 metri quadri e l'altezza massima degli immobili è di 16,5 metri, per non superare il prospiciente palazzo Bertolli. Ma non è questo il progetto che, ora, la proprietà vuol realizzare. «Abbiamo allestito un sito Internet - dice Marco Severini, uno dei proprietari - in cui indichiamo la storia della Lenzi, mostriamo il progetto Portoghesi, ma anche altre idee su cui chiediamo commenti e contributi. Ci sono foto e mappe e chi vuole può scrivere le proprie opinioni. In un secondo tempo pensiamo anche ad incontri pubblici, al termine dei quali, entro la fine dell'estate, vorremmo preparare un nuovo progetto, condiviso, da presentare all'amministrazione comunale». Per la Seven Spa, l'area delle ex Officine è diventata sempre più strategica per collegare il centro storico dentro le Mura al quartiere di S. Concordio e al Polo Fiere, vicinissimo, da poco dotato di un parcheggio scambiatore da mille posti. A grandi linee, la proprietà ritiene che sarebbe opportuno un progetto-cerniera che leghi queste zone e offra servizi. «Nel sondaggio aperto sul nostro sito - aggiunge Severini - chiediamo valutazioni sulla destinazione d'uso, la volumetria e le funzioni per confrontarle con le nostre idee. Pensiamo ad esempio che sia poco percorribile l'ipotesi del parcheggio sotterraneo e che più semplice ed utile sarebbe una grande area per la sosta in superficie e in silos, circondata da un parco a verde e magari collegata alla città. Si è più volte parlato di ristrutturare la passerella verso via Cavour, per adeguarla alle esigenze di pedoni e ciclisti e migliorare il collegamento centro storico-S. Concordio-Sorbano. Ma lo stesso obiettivo avrebbe un secondo allacciamento che dalla circonvallazione potrebbe portare al nuovo parcheggio e, attraverso via della Formica, raggiungere il Polo Fiere». Questo secondo collegamento sarebbe più spostato verso viale S. Concordio e passerebbe sopra l'attuale sottopasso. Per gli edifici, la Seven Spa parla oggi di costruzioni basate su nuovi criteri antisismici, sulla bioarchitettura ed ecocompatibili. Sia pure con una volumetria ridotta, resterebbero nel complesso uffici, residenze (anche vigilate, per la terza età) e albergo. Contatti sono avviati con la Lucense, interessata agli aspetti innovativi della proposta. Intanto la proprietà sta procedendo al recupero dei Murales, una dei quali cancellato dal tempo. «Li staccheremo dalla facciata per restaurarli - conclude Severini - e sui muri metteremeo le riproduzioni, aggiungendo anche foto dell'interno, fatte da Enzo Cei, che testimoniano lo stato di degrado di un edificio a due passi dalla città abbandonato da 30 anni».