Riaperta la casa studio del grande scultore, tra le opere anche il primo ritratto ufficiale di Cavour Un colossale Garibaldi di gesso, con tanto di poncho e fazzoletto al vento, alto quasi due metri e mezzo. Un ritratto di Vittorio Emanuele II con la sciabola in mano e la mappa dItalia, monumento programmatico della politica sabauda, il cui originale in marmo è conservato a Torino nel Palazzo di città. E, ancora, uneffigie di Camillo Benso, la prima mai dedicata allo statista piemontese, che lo immortala seduto in poltrona ma dalla stazza ugualmente imponente. Strano a dirsi, ma le migliori immagini dedicate al Risorgimento italiano bisogna andare a vederle in Svizzera. Negli spazi splendidi del Museo Vela di Ligornetto, a due passi da Chiasso, che ha riaperto dopo la pausa invernale, lustrando il grande lucernario della cupola ottagonale che nellOttocento illuminava lo studio dello scultore Vincenzo Vela (1820-1891) e oggi rischiara gli ambienti della casa-museo ristrutturata da Mario Botta. Qui Vela - che partecipò alle Giornate di Como nel 1848 - raggruppò i suoi titani di gesso, omaggi ai padri del Risorgimento, in una sorta di tempio della storia italiana, dove non mancano Dante, Giotto o Galileo, oltre a unopera emblematica, il gladiatore Spartaco, simbolo della lotta contro gli oppressori che gli procurò la condanna degli austriaci e, non per niente, è reduce dalla mostra risorgimentale al Quirinale.