La Capitaneria di porto ha sequestrato larea per inquinamento ambientale Ledificio appartiene al Demanio ma nonostante il valore artistico non è mai stato vincolato Lo Stand Florio di Ernesto Basile abbandonato a se stesso e senza neppure un documento ufficiale che ne attesti e ne tuteli il valore storico e artistico. E tutto intorno, in un tratto lungo quasi un chilometro, il degrado delle baraccopoli e dellex istituto di puericultura Solarium, vandalizzato e trasformato in discarica abusiva, dove i topi corrono sopra cumuli di amianto, caldaie arrugginite, materassi e mobili, proprio di fronte al campo della scuola calcio Stella dOriente e a due passi dal lussuoso San Paolo palace. È una gigantesca bomba ecologica quella che sorge a ridosso di uno dei gioielli del liberty palermitano e che un muro di cinta nasconde agli occhi delle migliaia di palermitani che ogni giorno passano per quel tratto di via Messina Marine. La Capitaneria di porto è intervenuta nei giorni scorsi, sequestrando larea e facendo sgomberare i rom che lì si erano insediati da quattro mesi. I rom si sono spostati di qualche metro, chi davanti allingresso del Solarium, chi negli spazi adiacenti allo Stand Florio. Tra i residenti, cè chi protesta. Ma il vero problema è il degrado ambientale in cui versa lintera area. Lo Stand, progettato da Ernesto Basile e riaperto appena un lustro fa per poi essere nuovamente abbandonato, ha i muri scrostati e ricoperti di macchie di umidità, alcune finestre aperte, altre con i vetri rotti. Sul basso muro di cinta, che dà sul tratto roccioso che porta al mare, si appoggiano le catapecchie di lamiera tirate su da alcune famiglie rom. Le stesse che hanno occupato il vicino Solarium, ristrutturato a inizio 900 da Basile e per decenni sede di un istituto per bambini. Fino al 2001 ha ospitato i giovani impegnati in un progetto del Comune contro la marginalità sociale. Poi venne la giunta Cammarata e il Solarium fu abbandonato. Adesso che i rom sono stati sgomberati, la struttura è un gigantesco contenitore di immondizia e rifiuti pericolosi: eternit, mobili e materassi divorati dai topi, bombole di gas, bottiglie di plastica e di vetro, caldaie ed elettrodomestici. Ma non solo: dai muri e dai tetti è stato portato via lintero impianto elettrico, i sanitari sono scomparsi. Dalledificio, poi, la discarica si estende al giardino esterno: sotto le foglie delle palme nane spuntano quintali di spazzatura. «Abbiamo trovato un vero e proprio deposito illecito di rifiuti altamente tossici, dannosi per la salute pubblica», raccontano dalla Capitaneria. Ci vorrà una spesa enorme per bonificare larea e riparare i danni, ma lostacolo maggiore è rappresentato dal groviglio burocratico che ha reso questarea una terra di nessuno. A partire dallo Stand, che fino allestate scorsa avrebbe dovuto ospitare la KalsArt. «Non è più di nostra competenza, forse della Regione», dice lassessore comunale al Centro storico, Maurizio Carta. In realtà, la proprietà è dellAgenzia del Demanio, quindi dello Stato. La Regione, fanno sapere dalla Soprintendenza ai beni culturali, ha ricevuto da pochi giorni «una richiesta di verifica rispetto allinteresse culturale della struttura». Che tradotto significa che lo Stand Florio, questo «piccolo e splendido monumento del liberty», come dice Rosanna Pirajno di Salvare Palermo, non è stato ancora inserito nella lista degli edifici storici e quindi non può godere delle relative tutele.