Da deposito di opere d'arte a lussuoso hotel. E' il futuro che attende Palazzo Serristori ora che lo storico immobile è passato nelle mani di un pratese, Leandro Gualtieri. Dopo un'attesa che dura da 22 anni si è infatti sbloccata la causa tra l'imprenditore e lo Stato. E' lo stesso Gualtieri a confermarlo, aggiungendo un pizzico di prudenza: «Palazzo Serristori diventerà un hotel? E' un pensiero, ma è presto per parlarne...». Prima, fa capire l'imprenditore, aspettiamo almeno di avere le chiavi e potervi entrare. Gualtieri comprò Palazzo Serristori nel 1982. L'immobile era notificato, sottoposto cioè a una particolare tutela di legge per il suo pregio storico e architettonico. Tra lo Stato e l'imprenditore ne nacque così un braccio di ferro che è andato avanti fino a qualche tempo fa, quando sono maturate le condizioni per una transazione e per un parere favorevole da parte del ministero dei beni culturali. E' il via libera che consentirà a Gualtieri di varcare da proprietario l'ingresso dello storico palazzo fiorentino il quale nel frattempo è diventato la «casa» di prestigiose opere d'arte, come i ventimila pezzi dell'eredità Bardini. Ma oltre a parte dell'eredità Bardini, anche tesori del Museo Archeologico e dagli Uffizi, quadri, sculture, mobili antichi, sono stati trasferiti negli anni scorsi in Palazzo Serristori in attesa di una migliore sistemazione. Ora che la causa si è sbloccata, l'immobile dovrà gradualmente essere liberato dei suoi pezzi pregiati. Ci vorranno mesi. E poi? A quel punto, Gualtieri potrà muoversi per realizzare, se non ci saranno intralci di altro genere, l'idea di farne un lussuoso hotel nel cuore di Firenze. L'incertezza sul suo destino, dovuta allo scontro legale, ha portato via smalto al cinquecentesco Palazzo Serristori, nella prima metà dell'Ottocento abitato anche dai principi Demidoff, eredi di una immensa fortuna e prodighi di aiuti ai maggiori artisti fiorentini. Se lo «smalto» esterno è stato sbiadito dal tempo e dall'assenza di restauri, all'interno di Palazzo Serristori 'brillano' affreschi, prestigiosi pezzi della collezione Bardini, dipinti sistemati qui dalla soprintendenza, così come centinaia di opere alluvionate ancora in attesa di restauro. Sessantasei anni, da buon pratese Gualtieri comincia nel tessile, quarant'anni fa, con una piccola ditta. Ora quell'azienda di pochi operai è uno dei gruppi italiani più conosciuti per qualità e innovazione, il gruppo Filpucci, in prima linea anche a Pitti Filati. Il successo imprenditoriale porta Gualtieri a ricoprire anche cariche importanti ai vertici della moda. Ma appena il vento dei telai è in calo per colpa della concorrenza cinese, non esita a rafforzare il proprio impegno nel settore alberghiero e termale. Dalla cessione delle Terme di Saturnia negli anni Ottanta germoglia il piano per costruire un polo termale toscano di eccellenza che oggi fa capo alla Stb (Società delle terme e del benessere, partecipata anche da Mps Merchant). La Stb controlla Grotta Giusti a Monsummano, Fonteverde Terme e Hotel a San Casciano Bagni (Siena) e le Terme di San Giuliano (Pisa). Al circuito del benessere firmato Gualtieri potrebbe ora aggiungersi anche Palazzo Serristori. «Ma è presto per parlarne...», dice l'imprenditore.
Palazzo Serristori diventerà un hotel di lusso
Palazzo Serristori, storico immobile fiorentino, è stato acquistato da Leandro Gualtieri, un imprenditore pratese, dopo 22 anni di attesa. La causa tra lo Stato e Gualtieri è stata risolta, consentendo all'imprenditore di entrare in possesso dell'immobile. Il palazzo, notificato per il suo pregio storico e architettonico, ospita attualmente opere d'arte, tra cui la collezione Bardini, e sarà gradualmente liberato dai suoi pezzi pregiati. Gualtieri, che ha anche un'azienda di tessili e ha ricoperto cariche importanti nella moda, ha un piano per trasformare Palazzo Serristori in un lussuoso hotel.
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